Regalo Sicuro

 

L’Adoc ha lanciato la campagna #regalosicuro, in vigore fino a Natale, sul sito www.adocnazionale.it e sui canali Facebook e Twitter dell’Associazione. Nell’ambito della campagna saranno pubblicati consigli, vademecum e infografiche su come acquistare in sicurezza i regali di Natale, per ogni categoria merceologica.

Le 10 regole per un acquisto online in sicurezza (scarica il PDF)

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Prima di essere vincolato da un contratto a distanza, il consumatore ha diritto a ricevere una dettagliata informativa precontrattuale, in maniera chiara e comprensibile. L’informativa deve prevedere le seguenti specificazioni: 1. Caratteristiche principali dei beni o servizi che si intende acquistare; 2. Identità del professionista che vende; 3. Indirizzo geografico del professionista e il recapito telefonico, di fax e e-mail, ove disponibili, effettivamente operativi; 4. Il prezzo totale dei beni o dei servizi che si intende acquistare, comprensivi delle imposte e, se previste, tutte le spese aggiuntive di spedizione. Se tali spese non possono essere calcolate in anticipo, il venditore deve esplicitamente indicare che saranno a carico del consumatore. In caso contrario, quest’ultimo non ne è tenuto al pagamento; 5. Il costo dell’utilizzo del mezzo di comunicazione a distanza per la conclusione del contratto quando la tariffa applicata è diversa da quella base; 6. Le modalità di pagamento e di consegna, e la data entro la quale il venditore si impegna a consegnare i beni o a prestare i servizi, nonché le informazioni riguardo il trattamento degli eventuali reclami; 7. L’informativa sul diritto di recesso comprendente le condizioni, i termini e le procedure per esercitarlo, nonché il modulo tipo di recesso, uniforme a livello europeo; 8. L’informazione che, in caso di recesso, i costi connessi alla spedizione per la restituzione del bene, saranno a carico del consumatore, se così previsto; 9. L’informazione dell’esistenza della garanzia legale di conformità dei beni; 10. La durata del contratto, se applicabile, o, in caso di rinnovo automatico o di contratto a tempo indeterminato, le condizioni per recedere; 11. La durata minima degli obblighi del consumatore, se applicabile 12. L’onere della prova relativo all’adempimento degli obblighi di informazione precontrattuale è a carico del venditore
è possibile effettuare acquisti online con vari metodi di pagamento. I metodi più sicuri sono le carte prepagate e il contrassegno, mentre sarebbe preferibile non utilizzare metodi che non permettono di essere bloccati o contestati, come i bonifici • PayPal: società che offre servizi di pagamento online e permette di effettuare transazioni senza condividere i dati con il destinatario finale del pagamento. E’ sufficiente inserire il proprio indirizzo e-mail e l’importo da pagare ed autorizzare PayPal a prelevare l’importo dal proprio conto o carta di credito e ad accreditare le somme al venditore; • Carta di credito: il pagamento avviene con la comunicazione del nome del titolare, del numero della carta, del codice di sicurezza e della data di scadenza. In caso di smarrimento o furto è indispensabile bloccare immediatamente la carta. • Carta prepagata: funziona come la carta di credito ma con la differenza che l’importo caricato sulla carta è quello deciso a priori dal consumatore e non quello disponibile sul conto. • Bonifico: si può effettuare sia presso la banca che tramite online banking, verificando bene i dati del destinatario del bonifico • Contrassegno: è il metodo di pagamento più sicuro poiché permette il pagamento della merce al momento della consegna del bene presso il domicilio indicato dal destinatario
verifica che sul sito siano presenti tutti i dati che permettono di identificare il venditore. È consigliabile farne una verifica preventiva. Ad esempio, è possibile cercare tutte le informazioni sul sito tramite il database WHOIS (www.whois.net, www.whois.sc, ecc). E’ consigliabile fare anche una ricerca sul nominativo del titolare del sito tramite siti, blog o forum online dedicati agli acquisti online, per capire se in qualche occasione si è comportato in modo truffaldino.
la recente normativa europea entrata in vigore lo scorso giugno ha aumentato a 14 giorni il termine per ripensare all’acquisto effettuato online e decidere di recedere dal contratto, attraverso una procedura più semplice grazie all’utilizzo del modulo tipo Il tempo utile per esercitare tale diritto decorre a partire dall’entrata in possesso del bene, nel caso dell’acquisto di un bene, e dalla sottoscrizione del contratto, nel caso dell’acquisto di un servizio. Nel caso in cui il consumatore effettui un unico ordine per beni multipli, consegnati però separatamente, il termine dei 14 giorni per l’esercizio del diritto di recesso decorre dal momento in cui il consumatore entra in possesso fisico dell’ultimo bene; in caso di contratti per la consegna periodica di beni durante un determinato periodo di tempo, il termine decorre a partire dal giorno in cui il consumatore entra in possesso del primo bene. Se prima della stipula del contratto, il professionista/venditore non ha fornito al consumatore le corrette informazioni circa la possibilità di recedere dal contratto, i termini e le procedure, il tempo utile per esercitare tale diritto passa dai 14 giorni iniziali a 12 mesi e 14 giorni. Se il professionista/venditore fornice al consumatore le informazioni sul diritto di recesso entro dodici mesi dall’entrata in possesso del bene o dalla stipula del contratto, in caso di un servizio, allora il termine per esercitare il diritto di recesso scadrà 14 giorni dopo la ricezione di tale comunicazione. E’ possibile esercitare il diritto di recesso anche se il consumatore ha danneggiato il bene acquistato. In tal caso però al consumatore non sarà riconosciuto l’importo complessivo della spesa sostenuta poiché sarà ritenuto responsabile della “diminuzione del valore del bene custodito non con la dovuta diligenza”. Si tratta di una novità molto interessante poiché permette ugualmente l’esercizio del recesso, cosa precedentemente preclusa in analoghe condizioni.
verifica che il sito garantisca un’adeguata protezione dei dati al momento del pagamento. Al momento del pagamento il sito dovrebbe presentare un sistema di protezione della trasmissione dei dati SSL (socket secure lock). Lo si può riconoscere se sul sito è presente, di solito nella parte bassa dello schermo, un lucchetto chiuso. La presenza di un lucchetto aperto indica che il sito non è sicuro e la transazione non è adeguatamente protetta
conserva con cura copia degli ordini effettuati e di tutte le comunicazioni intercorse. Stampa sempre la pagina e/o la e-mail di conferma dell’acquisto. Se la transazione si interrompe e non si ha la certezza dell’esito, inviate una lettera raccomandata al venditore e per conoscenza alla vostra banca e alla società emittente la carta di credito, segnalando che l’acquisto non è stato effettuato e quindi che non si deve procedere all’addebito. E’ quindi meglio conservare sempre gli estratti conto della carta di credito: se trovate qualche acquisto sospetto sarà opportuno contattare immediatamente la banca o l’ente che ha emesso la vostra carta di credito.
non fornire dati personali né indirizzi e numeri di telefono, se inutili ai fini dell’esecuzione del contratto. Se il venditore esige il conferimento di questi dati, non procedere all’acquisto
è opportuno che, al momento della consegna della merce, il consumatore ne verifichi tempestivamente l’integrità. Qualora il pacco appaia visibilmente danneggiato è opportuno che il consumatore rifiuti la consegna o lo accetti con riserva sulla bolla di consegna. Se non lo fa perde il diritto di sostituzione del bene o di risarcimento del danno da trasporto. Nel caso in cui i pacchi siano integri esternamente e quindi la merce sarà controllata in un secondo momento, è sempre opportuno accettare la merce con riserva e scrivere sulla bolla di consegna “accetta con riserva”.
il consumatore deve inoltrare reclamo al rivenditore e procedere poi con denuncia alla polizia postale Nel caso incappiate nell’acquisto di beni contraffatti, sarà opportuno procedere con una segnalazione alla Guardia di finanza competente in materia E’ sempre opportuno segnalare la pratica commerciale scorretta all’Antitrust
in caso di disavventure, raccontate la vostra storia su blog e social network e scrivete alle riviste specializzate, così da evitare che possa accadere ad altri.
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10 regole E-Commerce

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le 10 regole per un acquisto sicuro dei GIOCHI (scarica il PDF)

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Controlla che sia presente la marcatura CE, verificando che sia indelebile, visibile e leggibile e di dimensione non inferiore a 5 mm. Anche se il marchio CE non garantisce da tutti i rischi, è fortemente sconsigliato l’acquisto di giocattoli che ne sono sprovvisti; La marcatura CE è apposta sul giocattolo dal fabbricante o dal suo mandatario nella Comunità Europea ad attestare, sotto la propria responsabilità, che il giocattolo in questione è stato fabbricato in conformità alle norme europee e alle norme nazionali. Si tratta di una conformità presunta in quanto l’attestazione avviene attraverso l’autocertificazione del produttore. Se nella fabbricazione le norme non sono state integralmente osservate, i giocattoli possono essere immessi sul mercato solo dopo aver ottenuto un attestato CE del tipo rilasciato da un organismo autorizzato che ha effettuato sul prodotto un’analisi di laboratorio completa.
Controlla che siano presenti altri marchi come “Giocattoli sicuri” dell’Istituto italiano di sicurezza dei giocattoli e “IMQ” dell’Istituto per il marchio di qualità per i prodotti elettrici danno più garanzie, perché indicano che i giocattoli sono stati sottoposti a test di sicurezza
Etichetta: deve sempre comparire il nome e/o la ragione sociale e/o il marchio, l’indirizzo del produttore o del responsabile dell’immissione sul mercato della Comunità Europea, fondamentali nel caso di malfunzionamento dell’oggetto o in caso di danno fisico ai bambino;
Verifica che le avvertenze e le istruzioni d’uso del giocattolo siano redatte in lingua italiana
Il giocattolo deve essere privo di parti appuntite e taglienti, deve resistere agli urti e non provocare ferite in caso di rottura; le parti smontabili devono avere dimensioni tali da impedirne l’ingerimento da parte del bambino
Verifica che il giocattolo non contenga sostanze o preparati che possano diventare infiammabili e che le vernici utilizzate rientrino nei limiti di tolleranza biologica previsti. Ai fini della protezione della salute dei bambini la tolleranza biologica giornaliera relativa all’utilizzazione dei giocattoli non deve oltrepassare: 0,2 (Micron)g di antimonio, 0,3 (Micron)g di arsenico, 25,0 (Micron)g di bario, 0,6 (Micron)g di cadmio, 0,3 (Micron)g di cromo, 0,7 (Micron)g di piombo, 0,5 (Micron)g di mercurio, 5,0 (Micron)g di selenio, o eventuali altri valori che vengano fissati per tali sostanze o per altre sostanze dalla legislazione comunitaria sulla base di dati scientifici. Per tolleranza biologica di tali sostanze si intende l’estratto solubile che ha una significativa importanza tossicologica.
Giochi elettrici: la tensione di alimentazione non deve superare i 24 Volt, devono essere isolati per evitare scariche elettriche e alle temperature elevate, e non provocare ustioni. I giocattoli elettrici (trenini, ferri da stiro, forni ecc.) devono poter funzionare solo tramite trasformatore esterno con dispositivo salvavita a bassa tensione (massimo 24 Volt). Oltre al marchio CE, è bene che sia apposto anche quello IMQ.
Videogiochi: è preferibile ricercare quelli che presentano il simbolo PEGI (Pan European Game Information), classificazione che attraverso otto descrittori simbolici indica la tipologia del gioco, il grado di violenza, il linguaggio adottato e la fascia d’età a cui è rivolto;
Età del bambino indicata per poter utilizzare il giocattolo. Giocattoli sicuri e a norma ma destinati a bambini di età superiore ai tre anni dati invece a bambini di età inferiore potrebbero presentare caratteristiche non adatte a quell’età e quindi pericolose. Per giocattoli destinati a bambini di età inferiore a 36 mesi sono previste marcature aggiuntive, con esplicita avvertenza, quale “Non adatto a bambini di età inferiore a 36 mesi”, oppure, “Non adatto a bambini di età inferiore a tre anni”, o ancora, deve essere presente un pittogramma, che, se usato senza altre diciture, deve avere un diametro di almeno 10 mm.
Reclami: Nel caso di giocattoli non funzionanti, difettosi, o diversi da quelli ordinati, è possibile attivare la garanzia di 24 mesi prevista ai sensi del D.Lgs n. 24/02, contestando il prodotto acquistato per difetti di conformità. È opportuno fare al commerciante che ci ha venduto il giocattolo un reclamo scritto, da spedire tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, e allegare copia dello scontrino. Nella lettera vanno indicate le disfunzioni rilevate, le cause che hanno determinato eventuali incidenti e i danni riportati dal bambino. Nel caso di comprovate disfunzioni, si può chiedere la sostituzione del giocattolo o, qualora la riparazione o la sostituzione non sia possibile, la restituzione dell’importo versato per l’acquisto. Se il reclamo dovesse rimanere senza risposta, si consiglia di rivolgersi al produttore o all’importatore e in caso di ulteriore mancata risposta ad una Associazione di Consumatori. È utile, soprattutto in sede di eventuali contestazioni, avere sempre oltre allo scontrino fiscale, che va conservato per due anni, copia dell’etichetta o del foglio informativo del gioco.
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10 REGOLE GIOCHI

10 regole acquisto luci e luminarie

  1. Non acquistare prodotti di dubbia provenienza, verifica che il commerciante, negozio fisico o online, sia certificato. Le luci di Natale devono tassativamente attenersi ai requisiti di sicurezza della Direttiva 2006/95/CE e agli standard della EN60598
  2. Luci di Natale: preferire prodotti certificati con un marchio di qualità, come IMQ, che garantisce che il prodotto è stato sottoposto a severi test prima di essere immesso sul mercato e che, anche durante la fase di commercializzazione, viene periodicamente controllato. Controlla che il prodotto riporti sull’etichetta il marchio di fabbrica, il nome dell’azienda produttrice/importatore, la marcatura CE, che sia dotato di istruzioni in lingua italiana e che riporti la specifica se si tratti di prodotto per uso interno e/o esterno
  3. Usare prodotti specifici per gli esterni, riconoscibili, oltre che per l’indicazione per uso esterno, riportata sull’etichetta, perché hanno il cavo in gomma e sono segnati dalle sigle IP23 o IP44
  4. Se volete riusare le luci dell’anno precedente, controllatene attentamente lo stato
  5. Catena luminosa: predisporre una presa per ogni spina e, se non è possibile, usare una presa multipla
  6. Se si usano alberi veri, evitare di nascondere le prese multiple mettendole a contatto con il terriccio, per evitare i rischi di dispersione
  7. Per fissare una catena luminosa non utilizzare ganci metallici che, in caso di dispersione di corrente, fungerebbero da conduttori né metterle a contatto con decorazioni dell’albero metalliche;
  8. Nei modelli in cui è possibile sostituire lampadine utilizzare solo luci dello stesso tipo e della medesima tensione, altrimenti c’è il rischio di corto circuito
  9. Nel caso in cui non sia possibile sostituire le luci fulminate, si consiglia di non utilizzare la catena luminosa
  10. Non lasciare le lucine accese quando si va a letto e non lasciarle incustodite.

Consigli per l’acquisto di alberi di Natale

  1. Se volete comprare un albero nuovo, meglio scegliere un abete vero, coltivato da un produttore locale, in modo da ridurre l’impatto sull’inquinamento dovuto al trasporto. Fate attenzione all’altezza del vostro soffitto, in modo da prenderlo più basso e sistematelo lontano da caloriferi e spifferi.
  2. Se invece preferite alberi artificiali, cercate prodotti Made in Italy, di qualità, in modo che possano durarvi il più a lungo possibile.
  3. Evitate addobbi natalizi realizzati con materiali sintetici, difficilmente smaltibili. Potete decorare l’albero con materiali naturali quali pigne, gusci di noce,ecc.
  4. Finite le festività, potete piantare l’albero vero in giardino, in un parco, in aiuola, purché dietro autorizzazione comunale in caso di spazi pubblici. In alcuni negozi, è possibile acquistare un abete in comodato d’uso.
  5. Se non avete possibilità di ripiantarlo o muore, potete gettare l’abete alla raccolta differenziata, non nel cassonetto o direttamente con l’umido. Informatevi presso l’azienda per i servizi ambientali della vostra città/del vostro comune chiedendo del sito di compostaggio più vicino a casa vostra. Se avete un camino o una stufa, usate rami e tronchi come legna da ardere, e abbassate il riscaldamento.

10 regole acquisto prodotti COSMETICI

1) In primo luogo bisogna sapere cos’è un cosmetico e quali prodotti rientrano in questa categoria: i prodotti cosmetici non hanno finalità terapeutiche né possono vantare attività terapeutiche. Secondo il Regolamento comunitario sui cosmetici (CE n.1223 – 30 nov.2009), in vigore dall’11 luglio 2013, i prodotti cosmetici sono: “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni), oppure, sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei”.

Rientrano pertanto nella categoria:

  • saponi di bellezza, saponi deodoranti, profumi, acque da toeletta ed acqua di Colonia
  • preparazioni per bagni e docce (sali, schiume, oli, gel)
  • prodotti per la depilazione
  • deodoranti e antitraspirant
  • tinture per capelli, prodotti per l’ondulazione, la stiratura e il fissaggio, prodotti per la messa in piega, prodotti per pulire i capelli (lozioni, polveri, shampoo), prodotti per mantenere i capelli in forma (lozioni, creme, oli), prodotti per l’acconciatura dei capelli (lozioni, lacche, brillantine)
  • prodotti per la rasatura (creme, schiume, lozioni)
  • prodotti per il trucco e lo strucco, prodotti destinati ad essere applicati sulle labbra
  • prodotti per l’igiene dei denti e della bocca
  • prodotti per la cura delle unghie e lacche per le stesse
  • prodotti per l’igiene intima esterna
  • prodotti solari, prodotti autoabbronzanti
  • prodotti per schiarire la pelle e prodotti antirughe.

 2) Acquistali attraverso canali sicuri, ossia rivenditori autorizzati come profumerie, supermercati, farmacie, negozi specializzati, facendo invece particolare attenzione alle vendite sulle bancarelle e all’acquisto sul web. Il problema grave con i cosmetici venduti in strada da ambulanti è il fatto che spesso si vendono a basso prezzo fondi di magazzino di prodotti originali, immessi sul mercato anni prima e che sono spesso sottoposti a una pessima conservazione, che ne può provocare il deterioramento, quindi facilmente possono arrivare al consumatore alterati e risultare dannosi (reazioni allergiche, intossicazione);

3) Evitare cosmetici che sembrano riportare un marchio famoso a basso costo, anche fino all’80% rispetto al prezzo originale: si tratta probabilmente di merce contraffatta.

4) Controllare e leggere attentamente l’etichetta o il packaging che, come previsto dall’art. 8 della normativa cosmetica (Legge 713/86 e s.m.), devono riportare:

  • funzione del prodotto;
  • ragione sociale e sede legale del produttore o dell’importatore stabilito nell’Unione Europea;
  • paese di origine, se situato fuori dell’Unione Europea;
  • lotto di fabbricazione;
  • lista degli ingredienti secondo la denominazione INCI;
  • quando richiesto dalla normativa, eventuali istruzioni, precauzioni e destinazione d’uso, utili ai fini di fruizione e sicurezza del prodotto. Tali istruzioni devono essere redatte in lingua italiana e se non riportate sulle etichette e confezioni, possono essere riportate su documentazione illustrativa che viene fornita ad accompagnamento dei prodotti stessi, a cui il consumatore può essere indirizzato da un apposito simbolo che riproduce un libro aperto;
  • la quantità di prodotto presente, espressa in peso o in volume, con deroghe per i campioni gratuiti, per le monodosi e per gli imballaggi con un contenuto inferiore a 5 grammi o a 5 ml
  • La data di scadenza

5) Verifica la lista degli ingredienti: Prima di acquistare un prodotto cosmetico è importante conoscere e leggere con attenzione la lista degli ingredienti presenti nella formulazione. Il Dlgs 126/97, recepimento della Direttiva europea 93/35/CE ha stabilito l’obbligo di indicare su tutti i cosmetici la lista degli ingredienti sulla confezione. Le sostanze che sono contenute nel prodotto vengono indicate sull’etichetta usando la nomenclatura INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), creata appositamente e valida per tutti i Paesi Europei. Gli ingredienti devono essere elencati secondo un ordine decrescente: per primi risultano quelli contenuti in quantità maggiore e via via gli altri, fino a quelli presenti al di sotto dell’1%, che possono essere indicati in ordine sparso

6) Verifica la data di scadenza e il periodo di utilizzo: la data di scadenza riportata sulla confezione indica fino a quando il prodotto, conservato in modo adeguato, mantiene le sue caratteristiche e i requisiti di sicurezza. Tale data, costituita da MESE / ANNO o da GIORNO /MESE/ ANNO, è obbligatoria per tutti i prodotti con validità inferiore o uguale a 30 mesi, e deve essere preceduta dalla dicitura: “Usare preferibilmente entro…” mese / anno o giorno / mese / anno oppure dal simbolo più mese / anno o giorno / mese / anno.

Per i prodotti con durata minima superiore a trenta mesi, invece, deve essere riportata un’indicazione relativa al periodo di tempo in cui il prodotto, una volta aperto, può essere utilizzato senza effetti nocivi per il consumatore, preceduta, in questo caso, dal simbolo rappresentante un barattolo aperto o dall’acronimo «PAO» (Period after opening). Tale periodo, espresso in MESI e/o ANNI, è preceduto dal simbolo più mese / anno.

7) Attenzione all’eventuale presenza di sostanze proibite: attualmente sono circa 1400 le sostanze delle quali non è consentito l’uso, 250 quelle autorizzate con limiti e prescrizioni e circa 200 quelle per le quali è imposto un impiego specifico. Tra le sostanze proibite ci sono: l’arsenico, il cloro, il curaro, il mercurio, la nicotina, il piombo, le sostanze radioattive, la stricnina, il cloroformio, i catrami di carbone, numerosi idrocarburi e gas, la pece e diverse paraffine.

8) Verifica la presenza di eventuali prodotti che possono scatenare una reazione allergica: i casi di allergie da contatto, causate appunto dal contatto della pelle con una sostanza allergizzante, sono vertiginosamente aumentate negli ultimi anni e i cosmetici giocano un ruolo importante: le allergie da contatto dovute a sostanze contenute anche nei cosmetici erano il 4% del totale negli anni ‘80, mentre recentemente è stato messo in evidenza un aumento dell’8-15% fino ad arrivare anche al 27%, eventualmente da correlare con la diffusione di tali prodotti.

Le sostanza allergeniche sono:

Alpha-Isomethyl Ionone

Amyl cinnamal

Amylcinnamyl alcohol

Anise alcohol

Benzyl alcohol

Benzyl benzoate

Benzyl cinnamate

Benzyl salicylate

Butylphenyl Methylpropional

Cinnamal

Cinnamyl alcohol

Citral

Citronellol

Coumarin

Eugenol

Evernia furfuracea

Evernia prunastri

Farnesol

Geraniol

Hexyl cinnamal

Hydroxyisohexyl 3-Cyclohexene carboxaldehyde

Hydroxycitronellal

Isoeugenol

Limonene

Linalool

Methyl 2-Octynoate

9) Profumi: le caratteristiche fondamentali che vanno considerate da parte del consumatore, nell’acquisto

di un profumo originale sono:

  • la testa: ossia il primo impatto che il profumo ha con il nostro naso;
  • il cuore: ossia come l’essenza stessa si sente sulla pelle, fattore che può cambiare o meno a secondo del PH;
  • il fondo: ossia la persistenza del profumo che rimane sulla pelle dopo l’evaporazione del cuore.

Se un profumo di marca risulta in vendita presso un venditore ambulante, ciò avviene o perché sono prodotti facenti parte di refurtiva, o sono confezioni acquistate illegalmente presso concessionari-magazzini poco seri, o infine sono prodotti contraffatti. Difatti, prima che una grande firma possa concedere la vendita dei propri prodotti a un rivenditore/commerciante, quest’ultimo viene sottoposto a una serie di controlli:

  • zona di vendita (ceto medio / medio alto / alto);
  • case concorrenti di pari importanza;
  • numero di vetrine;
  • stigliatura interna (mobilio che possa essere più o meno di classe), punto di esposizione del proprio prodotto;
  • fatturato per il loro prodotto.

Se tutti questi requisiti sono soddisfatti viene concessa la licenza di vendita.

10) Truffe e reclami: in caso di problemi contattare le Forze dell’Ordine e la sede Adoc più vicina a te

 

Etichettatura Abbigliamento

Indicazioni obbligatorie

  • Ragione sociale o il marchio registrato dell’azienda che ha immesso sul mercato il prodotto;
  • Nome per esteso delle fibre tessili che compongono il prodotto stesso;
  • Presenza di “parti non tessili di origine animale”;
  • Scritta in lingua italiana, in modo chiaro e ben leggibile;
  • “Puro” o “Tutto”: se il prodotto tessile è composto interamente da una sola fibra. La tolleranza di altre fibre all’interno dei prodotti definiti al 100% di un’unica fibra o con la dicitura “puro” è equivalente al 2% del peso del prodotto; viene estesa al 5% in caso di prodotto cardato; nel caso di prodotti costituiti da più fibre composte non è obbligatoria la dichiarazione della composizione dettagliata per le fibre che non raggiungono il 30% del peso totale;
  • Percentuale di tutte le fibre presenti, fatte salve le tolleranze e i criteri d’uso della dicitura “altre fibre”;
  • “Altre fibre”: fino ad un massimo del 10% del peso totale del prodotto;
  • Ricamo: può non essere indicato se questo non supera il 10% del peso totale del prodotto.
  • Su prodotti che non siano costituti almeno per l’80% in peso da fibre tessili può non essere presente;

Indicazioni aggiuntive:

  • Nomi commerciali delle fibre, ma separati dalla composizione percentuale.
  • Tessuti di differente composizione fibrosa: devono riportare sull’etichetta ogni componente in modo distinto; è possibile non etichettare separatamente le componenti presenti in quantità inferiore al 30% del peso totale del prodotto.
  • Fodere principali del capo: devono essere etichettate in modo separato e distinto rispetto al resto del prodotto.

Formato etichetta:

  • Possibili diverse dimensioni, ma deve essere applicata al tessuto in modo permanente con cucitura, graffatura o stampata direttamente sul prodotto;
  • Apposta soltanto sulla confezione di canovacci o strofinacci per la pulizia, per cui non è obbligatoria l’etichetta);
  • Può figurare soltanto sulla pezza o sul rotolo di prodotti venduti a metraggio.

 Etichetta di Manutenzione

La Circ. Min. 7/2/2001 ha esteso anche al settore dei tessuti le disposizioni previste per l’etichettatura di manutenzione di un gran numero di prodotti dalla L. 126/91 e dal relativo Decreto di attuazione (DM 101/1997).

La regolamentazione internazionale ISO ha valore di suggerimento e non di obbligatorietà.

I simboli di manutenzione sono registrati come marchi come da Ginetex/Cofreet, quindi, il loro utilizzo e sottoposto al pagamento di una royalty; il Sistema Moda Italia è licenziataria esclusiva per i simboli Ginetex con riferimento al territorio italiano.

Tale etichetta risulta particolarmente importante in quanto le fibre tessili e i coloranti utilizzati nei processi di tintura e stampa si comportano in modo diverso ai trattamenti di lavaggio ad acqua e a secco, alla temperatura cui tali trattamenti vengono effettuati, ai prodotti utilizzati per il candeggio.

ETICHETTA di manutenzione:

  • Simboli di lavaggio: devono essere indicati sulla base di una simbologia unificata da una norma tecnica internazionale (i simboli obbligatori sono 5: lavaggio ad umido, candeggio, asciugatura a tamburo, stiratura, lavaggio a secco);
  • Brevi frasi che possano riportare informazioni aggiuntive o integrative rispetto al significato dei simboli stessi.
  • È attualmente vietato l’uso di coloranti allergenici, ma non vi è alcun obbligo legislativo di indicare la natura chimica dei coloranti eventualmente utilizzati o di effettuare un controllo della loro presenza nei tessuti in commercio.

Calzature

Etichetta

  • Deve essere sempre presente su almeno una calzatura di ciascun paio preso in esame.
  • Indica con quali materiali è stata realizzata e, a volte, dove è stata fatta.
  • Deve fornire informazioni sul materiale che costituisce almeno l’80% della superficie della tomaia (la superficie esterna attaccata alla suola), del rivestimento della tomaia e della suola interna (cioè, fodera e sottopiede che costituiscono l’interno della calzatura) e almeno l’80% del volume della suola esterna (superficie inferiore della calzatura soggetta ad usura abrasiva, attaccata alla tomaia). Se nessun materiale raggiunge almeno l’80% devono essere fornite informazioni delle due componenti

I simboli corrispondenti ai materiali:

  • Cuoio: termine generale per designare la pelle o il pellame di un animale, che ha conservato la sua struttura fibrosa originaria più o meno intatta, conciato in modo che non marcisca.
  • Cuoio rivestito: un prodotto nel quale lo strato di rivestimento o l’accoppiatura a colla non superano un terzo dello spessore totale del prodotto, ma sono superiori a 0,15 mm.
  • Materie tessili: materie naturali e materie tessili sintetiche o non tessute.
  • Altre materie: materie diverse da quelle descritte.

VADEMECUM CONTRO GLI SPRECHI DI NATALE

  1. Pianificare con attenzione il menu delle Feste, in questo modo si ha la consapevolezza di cosa e quanto acquistare, spendendo il giusto. Basti pensare che il 32% delle volte si spreca a causa di un eccesso di acquisto generico.
  2. Comprare solo l’essenziale, preferendo la qualità alla quantità, meglio una tavola meno imbandita ma più saporita. In questo modo si evita di comprare prodotti non necessari, uno dei motivi per cui viene sprecato il cibo.
  3. Al momento dell’acquisto evitare le offerte promozionali illusorie come i 3×2, in questo modo si acquista e si spende più del necessario. Il 26% dello spreco deriva dall’acquisto di prodotti in offerta speciale.
  4. Non mangiare in modo affrettato permette una migliore digestione e rende possibile gustare più portate
  5. Ridurre o moderare le porzioni da servire.
  6. Se ci sono avanzi, si possono riutilizzare nella preparazioni di altre portate: ad esempio, pandori e panettoni possono essere riutilizzati per creare nuovi dolci. La frutta può essere riutilizzata nella creazione di marmellate o sciroppi.
  7. Le porzioni avanzate possono essere surgelate per gustarle in altre occasioni.
  8. Riporre le verdure nella parte bassa del frigo per evitare che ammuffiscano. Per la frutta il metodo migliore di conservazione è a temperatura ambiente. Frutta e verdura rappresentano il 16% dei prodotti più sprecati, è importante quindi seguire una corretta conservazione. Mantenere separata la frutta e verdura che si intende consumare a breve da quella che si intende conservare più a lungo
  9. Seguire i calendari della stagionalità: acquistare prodotti fuori stagione costa molto di più.
  10. Il pesce si può conservare in frigorifero, se fresco, per un paio di giorni al massimo, oppure può essere anche congelato. Deve essere sistemato in posizione intermedia nel frigo, opportunamente avvolto in pellicola trasparente o in contenitori chiusi. I molluschi devono essere riposti in un piano intermedio, in contenitori che ne garantiscano l’isolamento dagli altri cibi per evitare eventuali scambi di batteri.