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Airbnb è opportunità di crescita del turismo, ma rimane problema evasione fiscale

Secondo lo studio “Fattore Sharing: l’impatto economico di Airbnb in Italia” la società leader della sharing economy ha contribuito nel 2015 a un beneficio economico complessivo di 3,4 miliardi (0,22% del pil), supportando l’equivalente di 98.400 posti di lavoro. Nel 2015 oltre 80mila host italiani hanno accolto ospiti nelle loro case, guadagnando in media 2.300 euro all’anno condividendo il proprio alloggio per 24 notti. Per Adoc sono numeri che dimostrano come la sharing economy possa essere un mezzo per la crescita del Paese, in questo caso del settore turistico, ma rimane viva la discussione sulla possibile evasione fiscale da parte degli host.

“Airbnb e la sharing economy tutta rappresentano un’opportunità di crescita per il Paese. Ma affinché la crescita abbia benefici per tutti i cittadini è necessario valutare la migliore soluzione per eliminare ogni possibile caso di evasione fiscale, che andrebbe a penalizzare l’economia e a ricasco tutti i cittadini – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – ad oggi Airbnb lascia agli host la responsabilità di mettersi in regola con il pagamento delle tasse locali, assumendo una posizione neutra in tal senso. In Italia, lo ricordiamo, le entrate derivanti da quest’attività devono inserite nella dichiarazione dei redditi, sotto la voce “Redditi Diversi”, cumulandosi con gli altri eventuali redditi percepiti, su cui verrà calcolata la tassazione Irpef. Ma quanti effettivamente lo fanno? Dati certi non ce ne sono ma non possiamo escludere la possibilità che la percentuale di “furbetti” sia più alta di quanto vorremmo. La soluzione prospettata nel disegno di legge sulla sharing economy potrebbe essere un buon compromesso, prevedendo che ai redditi fino a 10mila euro si applichi un’imposta pari al 10% mentre i redditi superiori a 10mila euro verrebbero cumulati con i redditi da lavoro dipendente o da lavoro autonomo, applicandovi l’aliquota corrispondente. Altra previsione è che i gestori debbano operare in qualità di sostituti di imposta degli utenti operatori e, se risiedono all’estero, dotarsi di stabile organizzazione in Italia, comunicando i dati all’Agenzia delle entrate sulle transazioni economiche, anche laddove l’utente operatore non percepisca reddito dalle attività svolte. Comprendiamo che definire con unica disposizione normativa un universo molto frammentato come quello della sharing economy sia complesso ma occorre adoperarsi affinché i cittadini vengano tutelati anche in questo settore.”

Come funziona AirBnB?

Chi intende “affittare” il proprio spazio e diventare un “host” deve seguire questi passaggi:

1) Iscrizione (con possibile Identificazione Completata – indica che l’host ha completato una serie di verifiche: Identificazione offline, Identificazione online, foto del profilo, indirizzo email e numero di telefono)

2) Inserimento dell’annuncio

3) Contatto tra viaggiatore e ospite tramite AirBnB

4) Pagamento online tramite AirBnb

5) Se ci sono problemi è possibile un rimborso sia per l’host che per il viaggiatore

Consigli e suggerimenti

1) Verifica possibilità reale di affitto

AirBnb chiede sempre all’host di verificare che, in base alle norme nazionali, ha realmente la possibilità di inserire l’annuncio e “affittare” gli spazi: quindi

  • se non è proprietario ma affittuario, verificare se è possibile il subaffitto;
  • se è un alloggio popolare, consultarsi con l’ente;
  • avvisare eventualmente il condominio e se non ci sono regole ostative.

In Italia, oltre i 30 giorni di affitto, va registrato il contratto di locazione, pagando l’imposta di registro, dovuta in maniera proporzionale con aliquota del 2%, e l’imposta di bollo (per ogni copia da registrare, l’imposta di bollo è pari a 16 euro ogni 4 facciate scritte del contratto e, comunque, ogni 100 righe).

2) Pagamento e tasse

Il pagamento del pernotto si realizza tramite carta di credito e le transazioni avvengono online attraverso una delle opzioni proposte dal sito (PayPal, depositi diretti, bonifici bancari, bonifici internazionali, assegni e Western Union).

La società trattiene una quota dell’importo a carico del proprietario e una a carico del viaggiatore (3% per il primo, dal 6 al 12% per il secondo in base alla durata del soggiorno). Airbnb riscuote i pagamenti degli ospiti quando il proprietario accetta la richiesta di prenotazione e trattiene il pagamento fino a 24 ore dopo il check-in dell’ospite.

Tocca, poi, alle parti (host e ospiti) sbrigare i dettagli dell’accordo. L’host ha la possibilità di fare firmare un contratto, ma solo se precisato prima della prenotazione. Sarà suo dovere inserire i ricavi nella dichiarazione dei redditi.

Naturalmente l’entrata viene tracciata e va inserita nella dichiarazione dei redditi, sotto la voce “Redditi Diversi”.

In merito al pagamento della tasse la stessa AirBnB precisa:

«Agli host che non sono cittadini americani e che non hanno annunci negli Stati Uniti chiediamo un modulo W-8. Questo fornirà le informazioni che dimostrano che i guadagni effettuati con Airbnb non sono soggetti a imposte negli Stati Uniti. Ciò dipenderà da diversi fattori, ad esempio dove si trova il tuo alloggio. Tuttavia potresti essere soggetto a imposte locali e nazionali nel tuo paese. Ci aspettiamo che tutti gli host rispettino le proprie normative locali, i contratti, le autorità fiscali e qualsiasi altra legge applicabile al loro caso. Sei responsabile della gestione delle tue tasse e degli eventuali obblighi fiscali».

I redditi diversi, previsti dal sistema tributario italiano agli artt. 67-71 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.), costituiscono una categoria di reddito residuale, che ha carattere eterogeneo, in quanto comprende i redditi più disparati che non rientrano nelle altre categorie di reddito indicate nell’art. 6 del T.U.I.R. o che hanno caratteri peculiari non inquadrabili in una categoria tipica.

Questi sono determinati come differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese specificatamente inerenti alla loro produzione, opportunamente documentate. Questi redditi si cumulano con gli altri eventuali redditi percepiti, su cui verrà calcolata la tassazione IRPEF.

3) Garanzia Host Airbnb

La Garanzia Host Airbnb  offre una protezione fino a 1.000.000 $ per la tua proprietà, che sarà coperta in caso di danni causati da un ospite, indipendentemente dal fatto che tu abbia aggiunto o meno un deposito cauzionale.

Il Programma di Garanzia Host Airbnb non si applica a beni come contanti, titoli, gioielli, oggetti da collezione, opere d’arte, animali o responsabilità civile. Il programma inoltre non copre i danni causati da usura. Per questo tipo di danni chi ospita può richiedere un deposito cauzionale ai propri ospiti aggiungendolo nelle impostazioni di prezzo.

Il Programma di Garanzia Host non è un’assicurazione e non sostituisce l’assicurazione come proprietario o conduttore dell’affitto. Presentare una richiesta di garanzia host non preclude un ospite dalla propria responsabilità finanziaria per i danni, nel caso Airbnb dovesse ritenere che un ospite sia colpevole.

4) Condizioni di Rimborso Ospiti

Ogni alloggio su Airbnb deve soddisfare gli standard minimi di qualità per quanto riguarda la sicurezza, l’accesso e la pulizia, e dovrebbe essere coerente con la descrizione fornita dall’Host. SE UN OSPITE PRENOTA E PAGA PER UN ALLOGGIO E LA SISTEMAZIONE NON È CONFORME AGLI STANDARD AIRBNB, L’OSPITE SUBISCE UN DANNO CHE PUÒ ESSERE CONSIDERATO UNA “PROBLEMATICA DI VIAGGIO”. In tal caso l’ospite potrebbe essere idoneo per ricevere un rimborso secondo le Condizioni di Rimborso Ospiti.

In questi casi, Airbnb (a propria discrezione), fornirà all’Ospite un rimborso o proverà con ogni ragionevole sforzo a trovare e prenotare un alloggio alternativo per tutte le notti non utilizzate. L’ammontare del rimborso dipenderà dal tipo della Problematica di Viaggio riscontrata.

Una Problematica di Viaggio rientra generalmente in una di queste tre categorie,

  1. L’host cancella una prenotazione 24 ore o meno prima del check-in o non dà all’Ospite la possibilità di accedere all’Alloggio
  2. La descrizione dell’Alloggio nell’annuncio sul Sito è sostanzialmente diversa dalla realtà (in quanto a dimensioni, servizi o posizione)
  3. L’Alloggio non è adeguatamente pulito e non è come descritto.

Per presentare una domanda di rimborso valida, all’ospite è richiesto di (a) portare la Problematica di Viaggio alla nostra attenzione entro 24 ore dopo il check-in (comprendendo fotografie o altre prove) e rispondere alle nostre richieste di informazioni o di cooperazione, (b) non essere lui, direttamente o indirettamente, la causa della questione in essere e (c) di aver usato ogni ragionevole sforzo per cercare di porre rimedio alle situazioni direttamente con l’host prima di effettuare un reclamo per una Problematica di Viaggio.

5) Cancellazione a vantaggio dell’Host

Airbnb consente a chi ospita di scegliere fra tre termini di cancellazione standard (Flessibili, Moderati e Rigidi) per proteggere sia gli ospiti che gli host. I Termini di cancellazione Super Rigidi si applicano in circostanze particolari e solo su invito. I Termini di Cancellazione per il Lungo Termine si applicano a tutte le prenotazioni di 28 o più notti (vengono sempre rimborsate le spese di PULIZIA)

Come evitare le truffe

Feedback e commenti

Prima di concludere la transazione è utile leggere i vari commenti e giudizi lasciati dagli altri utenti che hanno soggiornato presso la struttura in precedenza. E nel caso qualche commento lasci qualche dubbio in sospeso, chiedete chiarimenti al padrone di casa.

Conoscersi

Prima di procedere con la prenotazione, sarebbe molto utile riuscire a scambiare qualche parola con il padrone di casa. E’ un buon modo per eliminare gli ultimi dubbi che si hanno e per instaurare un rapporto più confidenziale con l’host. Una sicurezza in più, soprattutto se si deve affittare un appartamento o una camera per molti giorni. Viceversa, per l’host è un buon metodo per immaginarsi con più precisione chi sarà l’ospite che dovrà accogliere nella propria casa

Pagamento solo su AIRBNB

Il pagamento del pernotto si effettua unicamente sulla piattaforma AirBnb, ogni altro pagamento richiesto al di fuori di questa sede è da considerarsi a rischio truffa. In questo caso, avvisare subito il sito, comunicandogli l’avvenuto e, se il pagamento è stato portato a termine e ci si accorge dello sbaglio, denunciare il tutto alla Polizia Postale

Per maggiori informazioni si consulti www.airbnb.it