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Alimenti Senza Lattosio, facciamo chiarezza

Il 40% circa degli italiani è intollerante al lattosio, in base ai dati pubblicati da Angelo Franzè e Anna Bertelè, esperti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma, sulla rivista della Società Italiana di Medicina Generale.  Una percentuale molto alta, confrontata ad esempio con il 3% registrato in Svezia e Danimarca, ma molto inferiore all’80-100% di intolleranti nelle popolazioni africane e asiatiche. In generale, in età adulta solo il 30% delle persone è in grado di digerire totalmente il lattosio.

Con l’entrata in vigore del regolamento UE n.609/2001, a partire dal prossimo 20 luglio 2016, sarà abrogata la direttiva 2009/39/CE sugli “Alimenti Destinati a una Alimentazione Particolare” (ADAP). Il regolamento includerà nel suo campo di applicazione le disposizioni attualmente vigenti nel settore degli ADAP per gli alimenti per la prima infanzia (direttive 2006/141/CE e 2006/125/CE), gli alimenti a fini medici speciali (direttiva 99/21/CE) e gli alimenti presentati come sostituti totali della dieta per la riduzione del peso corporeo. Le indicazioni in uso sull’assenza di lattosio o il suo ridotto contenuto negli alimenti delattosati, classificati oggi come ADAP, sono destinate a confluire, a loro volta, tra le informazioni disciplinate dall’articolo 36 del regolamento (UE) n. 1169/2011, quindi assoggettati al regime di etichettatura ORDINARIO.

In tal senso, prodotti senza glutine o con un basso contenuto, così come i prodotti senza lattosio o a basso contenuto, non saranno più “prodotti dietetici” soggetti a preventiva prassi di autorizzazione ministeriale, con registrazione nell’apposito elenco.

Una nota del Ministero della Salute chiarisce alcune disposizioni riguardanti i prodotti senza o con presenza ridotta di lattosio.

Senza Lattosio

L’indicazione “senza lattosio” viene usualmente impiegata per latti e prodotti lattiero-caseari a partire da un tenore di lattosio inferiore a 0,1 g per 100g o mL. Vi sono comunque alcuni prodotti che impiegano la stessa indicazione “senza lattosio” con una soglia più bassa, inferiore a 0,01 g per 100g o mL. I prodotti devono riportare l’informazione in etichetta sulla specifica soglia residua di lattosio con modalità del tipo “meno di…”. La soglia indicata deve risultare comunque inferiore a 0,1 g per 100g o mL.

A ridotto contenuto di lattosio

L’indicazione “a ridotto contenuto di lattosio”, solo per i latti e i latti fermentati, si giustifica perché il grado di intolleranza al disaccaride varia considerevolmente a livello individuale e non sempre impone una restrizione drastica.

Nei prodotti sul mercato l’indicazione “a ridotto contenuto di lattosio” viene usata quando il tenore residuo del disaccaride è inferiore a 0,5g per 100g o mL.

Solo per i latti e i latti fermentati può essere impiegata l’indicazione “a ridotto contenuto di lattosio” se il residuo del disaccaride è inferiore a 0,5 g per 100g o mL. Sulle etichette di tali prodotti va riportato che il tenore di lattosio è “meno di 0,5 g per 100g o mL”.

Ad ogni modo, per una maggiore informazione al consumatore, per i prodotti “senza lattosio” o “a ridotto contenuto di lattosio” va riportata in etichetta anche un’indicazione del tipo “il prodotto contiene glucosio e galattosio in conseguenza della scissione del lattosio”.

Naturalmente privi di lattosio

Per alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011 (pratiche leali d’informazione).

Intolleranza al lattosio – Cos’è

E’ una malattia caratterizzata da disturbi gastroenterici, come dolori addominali, flatulenze, diarrea, nausea e vomito, che insorgono dopo l’ingestione di alimenti contenenti questo zucchero, generata dalla mancata produzione da parte delle cellule intestinali del duodeno dell’enzima lattasi deputato alla scissione del lattosio in glucosio e galattosio che sotto questa forma possono essere assorbiti. Non si tratta, come alle volte discorsivamente si può riferire, di un’allergia: le eventuali allergie al latte sono infatti sostenute da particolari proteine contenute nello stesso