ASSEGNO NUCLEO FAMILIARE

La circolare INPS 18 maggio 2017, n. 87 comunica i livelli reddituali utili alla corresponsione dell’Assegno al Nucleo Familiare (ANF) da applicare nel periodo compreso dal 1° luglio 2017 al 30 giugno 2018 alle diverse tipologie di nuclei familiari.

I livelli reddituali, considerato il valore medio dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, restano invariati rispetto a quelli contenuti nelle tabelle relative all’anno precedente (circolare 27 maggio 2016, n.92).
Pertanto, sono confermati anche i rispettivi importi (giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali) della prestazione.

LE TABELLE CON I LIVELLI DI ASSEGNO SI TROVANO IN FONDO ALLA PAGINA

Cos’è?

L’assegno per il nucleo familiare è una prestazione assistenziale erogata dall’Inps, ma anticipata dal datore di lavoro, ogni mese in busta paga, a sostegno del reddito delle famiglie dei lavoratori dipendenti, dei pensionati da lavoro dipendente e di quei lavoratori che hanno diritto a prestazioni previdenziali da lavoro dipendente (per esempio, la cassa integrazione).

La funzione dell’assegno per il nucleo familiare è quella di sostenere le famiglie formate da più persone, con redditi compresi entro una certa soglia: l’ammontare è differente a seconda del numero dei componenti e della loro particolare situazione (disabili, minori, ecc.).

La misura è legata principalmente al reddito complessivo del nucleo familiare, che non deve superare i limiti annuali indicati dalla legge e rivalutati ogni anno in base agli indici Istat.

L’importo dell’assegno dipende da tre fattori:

– il numero dei componenti della famiglia;

– il reddito del nucleo familiare;

– le fasce di reddito stabilite dalla legge.

Il Nucleo familiare

La famiglia da prendere in considerazione per la richiesta dell’assegno non corrisponde alla famiglia anagrafica, ossia quella che risulta dal certificato di residenza del Comune, né al nucleo familiare ai fini della dichiarazione Isee.

Per famiglia, in questo caso, si considera quella composta da:

– il richiedente;

– il coniuge purché non separato;

– i figli ed equiparati (non coniugati), minori di età, maggiorenni inabili, studenti o apprendisti di età compresa tra i 18 ed i 21 anni facenti parte di un nucleo familiare con almeno 4 figli con meno di 26 anni;

– i minori in affidamento;

– i familiari di cittadino italiano, comunitario, straniero di stato convenzionato, che siano residenti all’estero;

nipoti minori in linea retta a carico dell’ascendente (nonno, bisnonno);

i fratelli, le sorelle e i nipoti (non coniugati) minorenni oppure maggiorenni inabili (purché orfani di entrambi i genitori senza beneficio della pensione ai superstiti).

L’ assegno spetta anche per i figli naturali di coppie di fatto, legalmente riconosciuti e conviventi, purché almeno uno dei genitori rientri nelle categorie di lavoratori previste dalla legge.

Se due genitori convivono e non sono sposati, il reddito del genitore convivente non si cumula con quello della famiglia, poiché non è considerato parte del nucleo, contrariamente a quanto avviene per la dichiarazione Isee.

Qualora siano presenti situazioni particolari, come coniugi separati o divorziati, o genitori conviventi non coniugati, per inserire determinati familiari nel nucleo, l’Inps dovrà rilasciare un’apposita autorizzazione, denominata ANF 43, che andrà richiesta presentando il modello di domanda ANF 42.

In particolare, l’autorizzazione dell’Inps è necessaria per inserire i seguenti soggetti:

– familiari residenti all’estero;

fratelli, sorelle e nipoti;

– figli di genitori divorziati o separati legalmente (propri o del coniuge), figli nati fuori del matrimonio riconosciuti dall’altro genitore, oppure figli dell’altro coniuge nati da precedente matrimonio sciolto per divorzio;

– figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti, per i nuclei familiari numerosi;

nipoti minori a carico del nonno o della nonna richiedente;

– familiari maggiorenni inabili a proficuo lavoro e minorenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età (in assenza di certificazione sanitaria);

La domanda di autorizzazione deve essere richiesta all’INPS esclusivamente tramite uno dei seguenti canali:

Sito web dell’Inps, accedendo, col proprio Pin, alla sezione Servizi per il Cittadino, Domande di prestazioni a sostegno del reddito;

Contact center, chiamando il numero verde INPS 803 164;

Patronato.

Assieme alla domanda dovranno essere presentati i documenti attestanti la situazione di fatto del richiedente, che andranno spediti tramite raccomandata o presentati allo sportello, se contenenti dati non autocertificabili.

Reddito del nucleo familiare

Il reddito del nucleo familiare, rilevante ai fini del riconoscimento dell’assegno, è costituito dalla somma dei redditi del lavoratore e dei componenti della famiglia assoggettati all’Irpef, conseguito nell’anno solare precedente il 1° luglio dell’anno della richiesta, ed ha valore per la corresponsione dell’assegno fino al 30 giugno dell’anno successivo (ad esempio: con riferimento al periodo  che va dal 1° luglio 2016 al 30 giugno 2017, il richiedente dovrà dichiarare i redditi del nucleo familiare dell’anno 2015).

Sono compresi tra i redditi rilevanti per aver diritto all’ANF:

tutti i redditi percepiti sia in Italia che all’estero derivanti da lavoro dipendente, da pensione, da prestazioni temporanee, compresi gli arretrati a tassazione separata, le borse di studio, gli assegni di ricerca, i redditi da contratti di collaborazione a progetto o co.co.pro, l’assegno di mantenimento del coniuge;

– i redditi di qualsiasi natura, derivanti ad esempio da lavoro autonomo, da fabbricati e da terreni;

 – i redditi esenti da imposta (ad es. pensioni, assegni e indennità a ciechi, sordomuti e invalidi civili) e i redditi soggetti a ritenuta alla fonte (ad esempio gli interessi su titoli o su depositi bancari e postali), se di importo superiore a euro 1.032,91.

L’importo da erogare viene stabilito sulla base della fascia di reddito a cui appartiene il contribuente, al numero dei componenti della famiglia e a specifiche TABELLE  legate alle varie tipologie di nucleo familiare

Sono esclusi dal calcolo del reddito:

– il trattamento di fine rapporto;

– i trattamenti di famiglia;

– le rendite vitalizie erogate dall’INAIL;

– le pensioni di guerra e quelle tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;

– le indennità di accompagnamento e di trasferta;

– l’assegno di mantenimento dei figli.

L’assegno per il nucleo familiare NON SPETTA quando la somma dei redditi da lavoro dipendente, da pensione o da altra prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente è inferiore al 70% del reddito complessivo del nucleo familiare.

Ammontare dell’assegno

L’importo dell’assegno è determinato dal datore di lavoro (oppure dall’Inps, nelle casistiche particolari) in base al reddito ed alla composizione del nucleo familiare, secondo quanto indicato nelle suddette tabelle, reperibili sul sito dell’Inps.

Gli importi variano notevolmente, a seconda dei componenti della famiglia e del reddito: volendo fare un esempio, una famiglia composta da entrambi i genitori e da un figlio, con un reddito inferiore a 14.383 Euro annui, percepirà, al mese, circa 137 Euro di assegno. L’ammontare si riduce con l’aumentare del reddito del nucleo: per esempio, se la stessa famiglia presa a riferimento percepisse circa 40.000 Euro di reddito all’anno, avrebbe diritto a 43 Euro d’assegno mensile.

L’importo può essere ridotto in caso di lavoro part time:

  • Se il lavoro a tempo parziale è superiore alle 24 ore settimanali, l’assegno spetta in misura intera.
  • Se inferiore, l’assegno per il nucleo familiare spetta in misura pari al numero di giornate lavorate, a prescindere dalle ore in ciascuna giornata.

Questo sistema è favorevole a chi ha un contratto con part time orizzontale, rispetto a chi ha part time misto o verticale.

Per quantificare l’assegno, il datore dovrà poi individuare la fascia di reddito familiare (da Euro a Euro) tramite la tabella prescelta, con riguardo alla colonna riportante il numero dei componenti della famiglia.

Assegno al nucleo familiare: riduzione dell’importo

L’importo dell’assegno per il nucleo familiare è frazionato se:

– la retribuzione è corrisposta con periodicità inferiore al mese;

– il contratto è iniziato o cessato nel corso del mese;

– il lavoratore ha un part time verticale o misto (in questo caso, si avrà riguardo alle giornate di effettivo lavoro, a meno che le ore di lavoro prestate nel mese siano superiori a 24).

Assenze

L’assegno per il nucleo familiare spetta, oltre che per l’effettiva attività di lavoro, anche per le seguenti ipotesi di assenza, se il rapporto di lavoro è iniziato da almeno una settimana:

congedo matrimoniale;

cure termali, se il periodo è coperto dall’indennità di malattia o da un diverso trattamento a carico dell’INPS;

ferie e festività, escluse le domeniche, compresi i festivi soppressi, se non lavorati e retribuiti;

maternità, congedo parentale, assenza per malattia del bambino;

infortunio sul lavoro e malattia professionale, per massimo tre mesi, se inabilità temporanea;

integrazioni salariali (Cig, Cigs, Solidarietà), interamente anche per i periodi a zero ore;

malattia, sino a 180 giorni in un anno solare;

licenziamento illegittimo, in caso di sentenza di reintegra;

– permessi e aspettative per cariche pubbliche e sindacali (sarà conferito direttamente dall’Inps);

permessi Legge 104 (per assistenza ai portatori di handicap);

preavviso non lavorato, per un massimo di 3 mesi;

sciopero, solo se retribuito;

sospensione per motivi disciplinari, se retribuita;

assenza ingiustificata.

Come presentare la domanda e modalità di pagamento

Il lavoratore deve richiedere l’assegno per il nucleo familiare compilando un apposito modello (Mod. ANF/DIP, reperibile sul sito internet www.inps.it) nel momento in cui sorge il diritto e successivamente, con periodicità annuale, entro il 30 giugno di ogni anno.

L’assegno va richiesto utilizzando il modulo ANF/DIP dell’INPS e consegnandolo:

  1. Al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga un’attività lavorativa dipendente. Il datore provvede poi al pagamento dell’assegno per conto dell’INPS per il periodo in cui il dipendente ha lavorato presso di lui e, anche nel caso in cui la richiesta sia stata inoltrata dopo la cessazione del rapporto di lavoro, nel termine di 5 anni.
  1. Direttamente all’INPS, quando il richiedente sia operaio agricolo dipendente a tempo determinato, collaboratore domestico, lavoratore iscritto alla gestione separata, lavoratore di ditte cessate o fallite, attraverso:

– accesso tramite codice Pin ai servizi telematici dell’INPS (www.inps.it);

telefonicamente ai numeri 803164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06164164 (da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore);

– i servizi telematici offerti dai patronati.

La domanda deve riportare una serie di informazioni che riguardano soprattutto la composizione ed il reddito del nucleo familiare (dati anagrafici del richiedente, composizione del nucleo familiare, dichiarazione dei redditi posseduti dai componenti del nucleo familiare nel periodo di riferimento, indicazioni sullo stato civile e condizioni particolari dei componenti il nucleo che possono determinare l’aumento dei limiti di reddito).

La domanda funge da autocertificazione nei confronti dell’INPS, in quanto contiene tutti i dati che permettono di risalire alle stesse informazioni contenute nello stato di famiglia.

Se la domanda viene respinta, il lavoratore può presentare ricorso in carta libera al Comitato provinciale INPS, entro 90 giorni dalla data di ricezione del comunicato di rigetto. 

Nel modulo di richiesta dell’ANF sono incorporate due distinte dichiarazioni di responsabilità:

– quella del richiedente, che attesta che non ci sono altre richieste né corresponsione di altri assegni per le persone componenti il nucleo;

– quella del coniuge del richiedente, che attesta di non aver richiesto alcun trattamento di famiglia per le persone indicate nel nucleo familiare. In assenza di tale dichiarazione è necessaria la preventiva autorizzazione da parte dell’INPS.

Che bisogna fare in caso di variazioni del nucleo familiare?

Il richiedente deve segnalare al datore di lavoro o all’INPS (tramite il succitato Mod. ANF/DIP) – entro 30 giorni dal loro verificarsi – le eventuali variazioni della composizione del nucleo familiare, al fine del ricalcolo dell’importo da corrispondere.

Ad esempio, in caso di matrimonio, nascita o compimento della maggiore età di un figlio, il lavoratore segnala la variazione del nucleo familiare che comporta riduzione o aumento dell’assegno.

Che bisogna fare in caso di nuovo datore di lavoro?

In caso di cambiamento del datore di lavoro, il lavoratore è tenuto a presentare una nuova domanda con la relativa documentazione (Circ. INPS 16 giugno 2009 n. 81).

Come viene pagato l’assegno?

Il datore di lavoro, dopo aver verificato la sussistenza dei presupposti per il diritto all’assegno per il nucleo familiare, determina l’importo in relazione al reddito ed alla composizione del nucleo familiare. A tal fine sono predisposte delle tabelle, reperibili sul sito www.inps.it.

I livelli di reddito che danno diritto all’assegno vengono rivalutati annualmente.

Nel caso in cui, nel corso della richiesta, intervengano variazioni nella composizione del nucleo familiare o nel reddito, dovranno essere comunicate all’Inps entro 30 giorni.

Decorrenza dell’assegno

Il diritto all’assegno decorre da quando ha inizio l’attività lavorativa ovvero dal momento in cui si verificano le situazioni che determinano il diritto all’assegno (come, ad esempio, il giorno del matrimonio o della nascita di un figlio) e termina alla data in cui dette condizioni vengono a mancare (ad esempio la separazione dei coniugi o il raggiungimento della maggiore età del figlio).

Modalità del pagamento

L’Assegno al nucleo familiare, per i lavoratori dipendenti, è anticipato dal datore di lavoro, che lo liquida assieme alla busta paga, e che lo conguaglia, ogni mese, con i contributi dovuti all’Inps.

Il pagamento, quando viene effettuato direttamente dall’INPS, è disposto tramite:

bonifico presso ufficio postale;

– su richiesta dell’interessato, mediante accredito su conto corrente postale o bancario.

 

TABELLE

Le tabelle sono suddivise, in base alla composizione del nucleo familiare, in questo modo:

Tabella 11: riguarda i nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)

Tabella 12: riguarda i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)

Tabella 13: riguarda i nuclei con solo minori non inabili;

Tabella 14: riguarda i nuclei con entrambi i genitori, senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile, oppure con almeno un figlio minore e almeno un componente inabile;

Tabella 15: riguarda i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (e almeno un componente inabile), oppure senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile;

Tabella 16: riguarda i nuclei orfanili con almeno un minore e almeno un inabile;

Tabella 19: riguarda i nuclei orfanili con solo maggiorenni inabili;

Tabella 20 A: riguarda i nuclei con entrambi i coniugi e senza figli ed almeno un fratello, sorella o nipote inabile;

Tabella 20 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli (e almeno un fratello, sorella o nipote inabile);

Tabella 21 A: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote senza componenti inabili;

Tabella 21 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, senza componenti inabili;

Tabella 21 C: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote (almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile);

Tabella 21 D: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, nei quali solo il richiedente è inabile.