Come evitare gli sprechi alimentari ai cenoni

  1. Pianificare con attenzione il menu delle Feste, in questo modo si ha la consapevolezza di cosa e quanto acquistare, spendendo il giusto. Basti pensare che il 32% delle volte si spreca a causa di un eccesso di acquisto generico.
  2. Comprare solo l’essenziale, preferendo la qualità alla quantità, meglio una tavola meno imbandita ma più saporita. In questo modo si evita di comprare prodotti non necessari, uno dei motivi per cui viene sprecato il cibo.
  3. Al momento dell’acquisto evitare le offerte promozionali illusorie come i 3×2, in questo modo si acquista e si spende più del necessario. Il 26% dello spreco deriva dall’acquisto di prodotti in offerta speciale.
  4. Non mangiare in modo affrettato permette una migliore digestione e rende possibile gustare più portate
  5. Ridurre o moderare le porzioni da servire.
  6. Se ci sono avanzi, si possono riutilizzare nella preparazioni di altre portate: ad esempio, pandori e panettoni possono essere riutilizzati per creare nuovi dolci. La frutta può essere riutilizzata nella creazione di marmellate o sciroppi.
  7. Le porzioni avanzate possono essere surgelate per gustarle in altre occasioni.
  8. Riporre le verdure nella parte bassa del frigo per evitare che ammuffiscano. Per la frutta il metodo migliore di conservazione è a temperatura ambiente. Frutta e verdura rappresentano il 16% dei prodotti più sprecati, è importante quindi seguire una corretta conservazione. Mantenere separata la frutta e verdura che si intende consumare a breve da quella che si intende conservare più a lungo
  9. Seguire i calendari della stagionalità: acquistare prodotti fuori stagione costa molto di più.
  10. Il pesce si può conservare in frigorifero, se fresco, per un paio di giorni al massimo, oppure può essere anche congelato. Deve essere sistemato in posizione intermedia nel frigo, opportunamente avvolto in pellicola trasparente o in contenitori chiusi. I molluschi devono essere riposti in un piano intermedio, in contenitori che ne garantiscano l’isolamento dagli altri cibi per evitare eventuali scambi di batteri.

 

Consigli sugli acquisti degli alimenti tipici natalizi

Caviale

In commercio si trovano diverse varietà di caviale, ciascuna prende il nome del pesce dal quale vengono estratte. Tra le più note ci sono il caviale Beluga, la qualità più conosciuta e pregiata, viene commercializzato in una confezione blu ed il suo costo è superiore rispetto alle altre qualità di caviale. C’è poi il Sevruga, un caviale dal sapore deciso con aroma delicato, viene commercializzato in una confezione rossa, ad un prezzo inferiore al Beluga ed è più facile da reperire. Infine il caviale Asetra o Osetra, proveniente dalla Russia e dall’Iran, viene commercializzato in una confezione gialla.

Un buon caviale non deve avere un odore di pesce o sapore piccante, allo stesso tempo le uova devono essere ben definite, uniformi per dimensioni e non pressate. Al momento dell’acquisto è bene scegliere prodotti commercializzati in vasetto, in modo da verificare direttamente la qualità del caviale. E’ inoltre importante accertarsi che il tappo e la confezione siano privi di rigonfiamenti.

Il caviale va conservato in frigorifero a temperature non troppo basse, può quindi essere riposto nel ripiano superiore. Al momento dell’apertura la confezione dev’essere ben sigillata ed il caviale in essa contenuto va consumato entro un paio di giorni.

Panettone

Tutti i panettoni, artigianali o industriali, devono essere obbligatoriamente fatti di farina, zucchero, uova fresche (tuorli: non meno del 4% del totale), burro (non meno del 16% del totale), uvetta e scorze di agrumi candite (non meno del 20% del totale), lievito naturale costituito da pasta acida, sale.

Per i prodotti artigianali i prezzi alti dipendono fondamentalmente dall’eccellenza e dalla elevata qualità delle materie prime utilizzate, hanno una freschezza maggiore e spesso sono prodotti con ricette esclusive, anche legate al territorio d’origine. La produzione industriale italiana dei panettoni è ad ogni modo un vanto dell’industria italiana, utilizza prodotti di buona qualità e, giocando su economia di larga scale, riesce a tenere contenuti i prezzi.

Pandoro

La denominazione «Pandoro» è riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.
Gli ingredienti obbligatori sono: farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria “A” (cioè uova fresche) o tuorlo d’uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% intuorlo; materia grassa butirrica (cioè burro), in quantità non inferiore al 20%; lievito naturale costituito da pasta acida; aromi di vaniglia o vanillina; sale.

Capitone

In Italia, il capitone, esemplare femminile adulto dell’anguilla è consumato prevalentemente nel periodo natalizio e mediamente il suo prezzo al dettaglio oscilla tra i 28 ed i 45€ al chilogrammo. Viene commercializzato vivo, fresco, congelato, marinato, salato ed essiccato, affumicato ed inscatolato.
La carne migliore è data dagli esemplari più giovani. Un modo per capire se la carne è fresca, se il capitone non è ancora vivo, consiste nel guardare attentamente la pelle, che deve essere lucida e deve risultare compatta.

Il capitone va conservato in frigo non oltre le 12 ore. Lo si può congelare e conservare così per non più di 2 mesi.

Tonno

Il tonno è un pesce piuttosto caro, viene venduto a tranci, più frequentemente viene commercializzato solo il filetto, la parte magra, mentre altri tagli come la ventresca (la pancia) sono più difficili da trovare.

Le carni del tonno si dividono in tre tipi: il filetto di tonno, la parte dorsale e la ventresca. Il filetto è il taglio più caro. La parte normalmente commercializzata col nome di tonno è quella che si trova sulla parte dorsale. È la meno pregiata, sebbene saporita, ed è la parte più magra. La ventresca è la parte ventrale del ed è la parte più pregiata di un tonno, soprattutto se di grosse dimensioni, particolarmente tenera e gustosa.

Come scegliere il tonno fresco: la carne del tonno deve risultare ben salda alla lisca, il colore deve essere vivo e l’odore gradevole. La pelle deve risultare lucida. Se premendo la polpa con un dito rimane l’impronta, vuol dire che il pesce non è fresco ma è stato pescato già da diverso tempo o scongelato. Non ci devono essere riflessi arcobaleno sul pesce.

Per acquistare tonno e capitone è preferibile rivolgersi a pescherie di fiducia, adottando i consigli sopraesposti per valutarne la freschezza. E’ poi fondamentale leggere l’etichetta, che deve prevedere:

  1. a)  la denominazione commerciale della specie e il suo nome scientifico;
  2. b)  il metodo di produzione, in particolare mediante i termini “…pescato…” o “…pescato in acque dolci…” o “…allevato…”,
  3. c)  la zona in cui il prodotto è stato catturato o allevato e la categoria di attrezzi da pesca usati nella cattura di pesci, come previsto nella prima colonna dell’allegato III del Regolamento;
  4. d)  se il prodotto è stato scongelato;
  5. e)  il termine minimo di conservazione, se appropriato.

Le novità comprendono:

– la categoria di attrezzi da pesca usati nella cattura di pesci: si tratta, in particolare, di: sciabiche, reti da imbrocco, reti da traino e reti analoghe, reti da circuizione e reti da raccolta, ami e palangari, draghe, nasse e trappole.

– l’indicazione dell’eventuale scongelamento del prodotto;

– il termine minimo di conservazione, se appropriato.

Torrone

Le principali varietà di torrone sono quello duro e quello morbido: la differenza fra le due è dovuta a diversi fattori. Innanzitutto il diverso grado di cottura dell’impasto: difatti nel torrone duro la cottura è solitamente prolungata nel tempo fino a giungere le 12 ore. Altrettanto importante è la composizione della ricetta ed il rapporto tra il miele e gli zuccheri. Il torrone tenero, invece, ha una cottura che solitamente non supera le 2 ore; questo permette di avere un’umidità dell’impasto più alta e più tenero.I torroni si distinguono poi fra mandorlati e nocciolati.

Il torrone è riconosciuto come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. E’ quindi preferibile, se possibile, rivolgersi a produttori locali artigianali per acquistare torroni di qualità, Made in Italy e garantiti.

Cotechino

Il cotechino è racchiuso in un budello naturale e artificiale mentre lo zampone è insaccato nella pelle del piede del maiale. In entrambi i casi è sempre bene leggere le etichette che devono riportare la denominazione, gli ingredienti e la provenienza geografica. Il costo dello zampone è superiore a quello del cotechino, perché disossare e scarnificare la zampa, nonché riempirla con l’impasto, è operazione molto più lunga e complessa che insaccare semplicemente l’impasto nel budello.

Entrambi possono essere comprati freschi o cotti. Quando sono freschi subiscono prima un trattamento di asciugamento in stufa ad aria calda, mentre quando li troviamo cotti vuol dire che – prima di essere messi in contenitori ermetici dentro scatole di cartone – sono stati precotti in acqua. Quando freschi devono essere conservati in frigorifero e cotti per molto tempo prima di essere consumati.
Nella versione già cotta il tempo di cottura invece si aggira intorno ai 20 minuti, e, a differenza della versione fresca, possono essere conservati a temperatura ambiente per un periodo di tempo più lungo visto che vengono venduti in confezioni ermetiche all’interno di una scatola di cartone.

Carciofi

Essendo frutta di stagione, è preferibile optare per i prodotti freschi e locali piuttosto che rivolgersi a prodotti surgelati. Non solo la differenza di prezzo è minima, ma acquistando un prodotto fresco si acquista un prodotto più sano, nutriente e saporito. Quando si comprano bisogna fare molta attenzione al fatto che siano sodi e senza macchie. E’ preferibile scegliere gli esemplari più piccoli e con le punte ben chiuse. Il gambo deve essere duro e senza parti molli o ingiallite. Se il gambo ha ancora delle foglie attaccate, controllate che siano fresche. Volendo, con le foglie è possibile preparare degli infusi.

Frutta secca

Il tipo da preferire è quello con il guscio, naturale ed estremamente più efficace di un imballaggio industriale. Nel caso in cui si preferisse acquistare la frutta secca già sgusciata, la cosa migliore è preferire gli imballaggi sottovuoto, che assicurano al prodotto una maggiore e più prolungata freschezza; questo tipo di frutta secca però è più deperibile di quella col guscio, quindi è bene leggere con attenzione l’etichetta per assicurarsi che non ci sia una presenza eccessiva di antiossidanti e di conservanti, dannosi per la salute. Gli additivi alimentari più utilizzati nel caso della frutta secca sono i solfiti, come l’anidride solforosa, che svolgono un’azione antimicrobica, e l’acido sorbico per proteggerla contro l’attacco di funghi: sostanze che potrebbero essere causa di fastidiose intolleranze o allergie.

Se si sceglie la frutta secca col guscio è bene controllare il fondo dell’imballaggio: se notate la presenza di piccole briciole non diverse dalla segatura vuol dire che la frutta potrebbe contenere qualche parassita.

Pane e grissini

Per sostituire prodotti costosi come pane o grissini sfiziosi, si può, da una parte, prepararli in casa, risparmiando sul costo degli ingredienti e della lavorazione oppure utilizzare pane o pizza semplici, come ad esempio una baguette, tagliarli in piccole parti e croccarli al forno o sulla griglia. Non sono lungamente conservabili ma sono comunque alternative gustose ed economiche.

Carne per arrosti

Per un arrosto morbido sceglieremo un taglio ricco di tessuto connettivo, nel quale il grasso è mescolato con i tessuti. I tagli magri vogliono cotture brevi perché non avendo grasso si induriscono con la cottura prolungata. La presenza di grasso non segnala una carne di qualità scadente perché in un arrosto il grasso è necessario per conferire morbidezza alla carne nel caso si decida di realizzare una ricetta che richiede cottura prolungata.

Il costo dipende da due fattori: tipo di taglio e tipo di carne utilizzata. Il manzo è più caro del vitello, che a sua volta è più caro del maiale. Per i tagli, filetto e controfiletto sono tagli pregiati e quindi più cari, al contrario punta di petto e spalla sono più economici. Ad ogni modo, anche in questo caso è preferibile rivolgersi a produzione Made in Italy, per una migliore qualità e sicurezza del prodotto.

Salumi

La tradizione italiana dei salumi è rinomata nel mondo e ricca di prodotti di qualità legati al territorio. Certamente non sono indispensabili ma arricchiscono le nostre portate, ad un prezzo contenuto. E’ importante affidarsi a salumi Made in Italy, preferendo la qualità alla quantità. E’ bene non esagerare con l’assunzione di salumi, soprattutto quelli grassi come coppa o lardo, ma optare per le forme magre come bresaola o prosciutto crudo.

Funghi

I funghi porcini sono rinomati per la loro qualità e per le loro pregiate caratteristiche organolettiche, superiori al mix di bosco. Se la versione sottolio è troppo cara è sempre possibile acquistare la versione secca, più economica, e procedere poi autonomamente alla preparazione. Sconsigliamo di raccogliere in proprio i funghi, anche quelli più diffusi possono risultare molto velenosi e potenzialmente mortali.

Spumante e Champagne

Lo spumante è un vino che viene sempre distribuito all’interno di bottiglie di vetro chiuse ermeticamente attraverso dei tappi di sughero o di plastica. In relazione alla casa che produce lo spumante, questi presenta dei prezzi differenti; infatti gli spumanti “DOC”, ossia “di origine controllata” costano molto di più rispetto agli spumanti normali. Questo perché vengono usate dei tipi di uva pregiati e vengono effettuate degli attenti controlli durante la fase di lavorazione del vino. Per champagne si intende un vino spumante realizzato con il metodo champenoise e prodotto in un territorio francese, entro 150 km da Parigi.

E’ sempre buona norma orientarsi verso prodotti tipicamente italiani, meglio ancora se locali. In questo modo possiamo garantirci spumanti di buona qualità ad un prezzo del tutto conveniente. Per assicurarci che quello spumante sia effettivamente buono è opportuno scegliere quelli a fermentazione naturale scartando quelli cosiddetti gassificati, ai quali il produttore aggiunge dell’anidride carbonica per favorire lo stappo classico della bottiglia durante il brindisi.