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Cosmetici, contraffazione crea un danno di oltre 600 milioni di euro in Italia

Secondo uno studio dell’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI), la contraffazione nel settore cosmetici in Italia genera un danno economico diretto di oltre 600 milioni di euro, oltre a provocare perdite di migliaia di posti di lavoro. Per Adoc la lotta alla contraffazione è una piaga che l’Italia subisce particolarmente.

“La contraffazione nel settore cosmetico ha raggiunto dimensioni gravi, che danneggiano l’economia e il lavoro – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – l’Italia, terzo produttore in Europa, subisce un danno economico diretto di oltre 624 milioni di euro annui, secondo i dati dell’UAMI, mentre a livello internazionale il danno complessivo è di circa 5 miliardi euro. Un prodotto di bellezza contraffatto, inoltre, è anche un pericolo per la salute di chi lo utilizza, in quanto il rischio che insorgano reazioni allergiche anche molto gravi è sensibilmente più alto. Per questo, come Adoc, rilanciamo le nostre 10 regole per l’acquisto di prodotti di bellezza sicuri, originali e non contraffatti”.

10 regole acquisto prodotti COSMETICI

1) In primo luogo bisogna sapere cos’è un cosmetico e quali prodotti rientrano in questa categoria: i prodotti cosmetici non hanno finalità terapeutiche né possono vantare attività terapeutiche. Secondo il Regolamento comunitario sui cosmetici (CE n.1223 – 30 nov.2009), in vigore dall’11 luglio 2013, i prodotti cosmetici sono: “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni), oppure, sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei”.

Rientrano pertanto nella categoria:

  • saponi di bellezza, saponi deodoranti, profumi, acque da toeletta ed acqua di Colonia
  • preparazioni per bagni e docce (sali, schiume, oli, gel)
  • prodotti per la depilazione
  • deodoranti e antitraspiranti
  • tinture per capelli, prodotti per l’ondulazione, la stiratura e il fissaggio, prodotti per la messa in piega, prodotti per pulire i capelli (lozioni, polveri, shampoo), prodotti per mantenere i capelli in forma (lozioni, creme, oli), prodotti per l’acconciatura dei capelli (lozioni, lacche, brillantine)
  • prodotti per la rasatura (creme, schiume, lozioni)
  • prodotti per il trucco e lo strucco, prodotti destinati ad essere applicati sulle labbra
  • prodotti per l’igiene dei denti e della bocca
  • prodotti per la cura delle unghie e lacche per le stesse
  • prodotti per l’igiene intima esterna
  • prodotti solari, prodotti autoabbronzanti
  • prodotti per schiarire la pelle e prodotti antirughe.

2) Acquistali attraverso canali sicuri, ossia rivenditori autorizzati come profumerie, supermercati, farmacie, negozi specializzati, facendo invece particolare attenzione alle vendite sulle bancarelle e all’acquisto sul web. Il problema grave con i cosmetici venduti in strada da ambulanti è il fatto che spesso si vendono a basso prezzo fondi di magazzino di prodotti originali, immessi sul mercato anni prima e che sono spesso sottoposti a una pessima conservazione, che ne può provocare il deterioramento, quindi facilmente possono arrivare al consumatore alterati e risultare dannosi (reazioni allergiche, intossicazione);

3) Evitare cosmetici che sembrano riportare un marchio famoso a basso costo, anche fino all’80% rispetto al prezzo originale: si tratta probabilmente di merce contraffatta.

4) Controllare e leggere attentamente l’etichetta o il packaging che, come previsto dall’art. 8 della normativa cosmetica (Legge 713/86 e s.m.), devono riportare:

  • funzione del prodotto;
  • ragione sociale e sede legale del produttore o dell’importatore stabilito nell’Unione Europea;
  • paese di origine, se situato fuori dell’Unione Europea;
  • lotto di fabbricazione;
  • lista degli ingredienti secondo la denominazione INCI;
  • quando richiesto dalla normativa, eventuali istruzioni, precauzioni e destinazione d’uso, utili ai fini di fruizione e sicurezza del prodotto. Tali istruzioni devono essere redatte in lingua italiana e se non riportate sulle etichette e confezioni, possono essere riportate su documentazione illustrativa che viene fornita ad accompagnamento dei prodotti stessi, a cui il consumatore può essere indirizzato da un apposito simbolo che riproduce un libro aperto;
  • la quantità di prodotto presente, espressa in peso o in volume, con deroghe per i campioni gratuiti, per le monodosi e per gli imballaggi con un contenuto inferiore a 5 grammi o a 5 ml
  • La data di scadenza

5) Verifica la lista degli ingredienti: Prima di acquistare un prodotto cosmetico è importante conoscere e leggere con attenzione la lista degli ingredienti presenti nella formulazione. Il Dlgs 126/97, recepimento della Direttiva europea 93/35/CE ha stabilito l’obbligo di indicare su tutti i cosmetici la lista degli ingredienti sulla confezione. Le sostanze che sono contenute nel prodotto vengono indicate sull’etichetta usando la nomenclatura INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), creata appositamente e valida per tutti i Paesi Europei. Gli ingredienti devono essere elencati secondo un ordine decrescente: per primi risultano quelli contenuti in quantità maggiore e via via gli altri, fino a quelli presenti al di sotto dell’1%, che possono essere indicati in ordine sparso

6) Verifica la data di scadenza e il periodo di utilizzo: la data di scadenza riportata sulla confezione indica fino a quando il prodotto, conservato in modo adeguato, mantiene le sue caratteristiche e i requisiti di sicurezza. Tale data, costituita da MESE / ANNO o da GIORNO /MESE/ ANNO, è obbligatoria per tutti i prodotti con validità inferiore o uguale a 30 mesi, e deve essere preceduta dalla dicitura: “Usare preferibilmente entro…” mese / anno o giorno / mese / anno oppure dal simbolo più mese / anno o giorno / mese / anno.

Per i prodotti con durata minima superiore a trenta mesi, invece, deve essere riportata un’indicazione relativa al periodo di tempo in cui il prodotto, una volta aperto, può essere utilizzato senza effetti nocivi per il consumatore, preceduta, in questo caso, dal simbolo rappresentante un barattolo aperto o dall’acronimo «PAO» (Period after opening). Tale periodo, espresso in MESI e/o ANNI, è preceduto dal simbolo più mese / anno.

7) Attenzione all’eventuale presenza di sostanze proibite: attualmente sono circa 1400 le sostanze delle quali non è consentito l’uso, 250 quelle autorizzate con limiti e prescrizioni e circa 200 quelle per le quali è imposto un impiego specifico. Tra le sostanze proibite ci sono: l’arsenico, il cloro, il curaro, il mercurio, la nicotina, il piombo, le sostanze radioattive, la stricnina, il cloroformio, i catrami di carbone, numerosi idrocarburi e gas, la pece e diverse paraffine.

8) Verifica la presenza di eventuali prodotti che possono scatenare una reazione allergica: i casi di allergie da contatto, causate appunto dal contatto della pelle con una sostanza allergizzante, sono vertiginosamente aumentate negli ultimi anni e i cosmetici giocano un ruolo importante: le allergie da contatto dovute a sostanze contenute anche nei cosmetici erano il 4% del totale negli anni ‘80, mentre recentemente è stato messo in evidenza un aumento dell’8-15% fino ad arrivare anche al 27%, eventualmente da correlare con la diffusione di tali prodotti.

Le sostanza allergeniche sono:

Alpha-Isomethyl Ionone

Amyl cinnamal

Amylcinnamyl alcohol

Anise alcohol

Benzyl alcohol

Benzyl benzoate

Benzyl cinnamate

Benzyl salicylate

Butylphenyl Methylpropional

Cinnamal

Cinnamyl alcohol

Citral

Citronellol

Coumarin

Eugenol

Evernia furfuracea

Evernia prunastri

Farnesol

Geraniol

Hexyl cinnamal

Hydroxyisohexyl 3-Cyclohexene carboxaldehyde

Hydroxycitronellal

Isoeugenol

Limonene

Linalool

Methyl 2-Octynoate

9) Profumi: le caratteristiche fondamentali che vanno considerate da parte del consumatore, nell’acquisto

di un profumo originale sono:

  • la testa: ossia il primo impatto che il profumo ha con il nostro naso;
  • il cuore: ossia come l’essenza stessa si sente sulla pelle, fattore che può cambiare o meno a secondo del PH;
  • il fondo: ossia la persistenza del profumo che rimane sulla pelle dopo l’evaporazione del cuore.

Se un profumo di marca risulta in vendita presso un venditore ambulante, ciò avviene o perché sono prodotti facenti parte di refurtiva, o sono confezioni acquistate illegalmente presso concessionari-magazzini poco seri, o infine sono prodotti contraffatti. Difatti, prima che una grande firma possa concedere la vendita dei propri prodotti a un rivenditore/commerciante, quest’ultimo viene sottoposto a una serie di controlli:

  • zona di vendita (ceto medio / medio alto / alto);
  • case concorrenti di pari importanza;
  • numero di vetrine;
  • stigliatura interna (mobilio che possa essere più o meno di classe), punto di esposizione del proprio prodotto;
  • fatturato per il loro prodotto.

Se tutti questi requisiti sono soddisfatti viene concessa la licenza di vendita.

10) Truffe e reclami: in caso di problemi contattare le Forze dell’Ordine e la sede Adoc più vicina a te