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Costo della vita, in Italia redditi più bassi del 20%, il 64% delle entrate via per le spese

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In Italia redditi delle famiglie più bassi del 20% della media UE-15, oltre 500 euro di differenza. E le spese quotidiane hanno un impatto del 64% sul reddito, il 7% in più.

L’alta pressione fiscale e il maggiore impatto sul reddito impediscono di uscire definitivamente dalla crisi. A pesare i costi per le utenze casalinghe (+18,7% rispetto alla media) e il trasporto privato, un pieno di benzina costa l’11,5% in più della media UE-15.

Quanto spende una famiglia tipo italiana rispetto alle altre famiglie europee? E quanto incidono le spese quotidiane sul reddito? Secondo un’indagine dell’Adoc le spese mensili di una famiglia italiana raggiungono la cifra media di 1.789 euro, pari al 64% del reddito netto disponibile. Un impatto sul reddito più alto del 7% rispetto alla media della UE-15, nonostante le spese complessive siano, di media, inferiori dell’8,3%, una differenza di 179 euro.

[bctt tweet=”La famiglia Rossi spende 1.789 €/mese, pari al 64% del reddito. Un impatto più alto del 7% della media #UE” username=”adocnazionale”]

Com’è possibile? A fare la differenza è la minore capacità reddituale della famiglia italiana, inferiore del 20% alla media europea, pari a circa 565 euro in meno, per cui ogni singola voce di spesa ha un peso maggiore sul reddito disponibile. Nel Bel Paese una famiglia dispone, in media, di 2.806 euro mensili, contro i 3.371 euro della media europea. E’ il caro vita all’italiana.

“Ogni euro speso dalla “famiglia Rossi” pesa molto di più sul reddito rispetto a quello della “famiglia Müller” (Germania) o della “famiglia Dubois” (Francia). La combinazione di bassi redditi e alta pressione fiscale rende complicato sostenere le spese quotidiane – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – nella UE-15 le famiglie italiane si collocano al 12° posto come capacità reddituale, ma sono 4° nella classifica degli impatti sul reddito, precedute solo dalle famiglie greche, portoghesi e spagnole. Se l’Italia vuole avere un maggiore peso in Europa deve prima sostenere i suoi cittadini, le sue famiglie. Abbassare la pressione fiscale, tagliare le spese improduttive, contrastare seriamente l’evasione fiscale, prevedere maggiori agevolazioni e detrazioni, incrementare la capacità reddituale sono tutti interventi imperativi per agganciare il treno europeo.” 

[bctt tweet=”#costodellavita, la Fam. Rossi guadagna il 20% in meno della media UE, oltre 500 € in meno” username=”adocnazionale”]

ALIMENTAZIONE E SALUTE: Si spende meno ma il “peso” sul reddito è maggiore

Mediamente la famiglia Rossi spende circa 443euro mensili per la spesa alimentare, a cui vanno aggiunti circa 65 euro per un paio di cene fuori casa. Una spesa, a livello di costi, inferiore del 2,5% rispetto alla media europea, ma che impatta per il 18% sul reddito, contro il 16% della media UE. La famiglia Jensen (Danimarca) è quella che spende maggiormente per l’alimentazione, investendo in questo settore il 16% (810 €) del proprio reddito, seguita dalla famiglia Johansson (Svezia, 17% del reddito, pari a 639 €) e dalla famiglia Dubois (Francia, 17% del reddito, 557 € di spesa).

Per quanto riguarda la spesa per i farmaci e le visite mediche private, l’Italia presenta una spesa in linea con la media UE, pari a circa 36 euro. La famiglia Papadoupolos (Grecia) è quella che spende di più, 50 € al mese, per un impatto sul reddito pari al 4%.

[bctt tweet=”#Danimarca e #Svezia spendono di più per #alimentazione, ma impatto sul reddito è minore che in #Italia #costodellavita ” username=”adocnazionale”]

TRASPORTI: trasporto locale economico, ma usare l’auto è carissimo

Nell’analisi condotta si è ipotizzato l’utilizzo sia di un mezzo privato, misurato attraverso le voci per il carburante (tre pieni al mese) e per l’assicurazione obbligatoria, sia del trasporto pubblico, misurato attraverso il costo per un abbonamento alla rete cittadina su base mensile. Se in quest’ultimo caso la spesa media della famiglia Rossi (35 euro) è considerevolmente inferiore alla media europea (56 euro), con una differenza del 60%, sono le spese per il trasporto privato a pesare sui bilanci familiari. La spesa per la benzina è superiore dell’11,5% alla media europea, solo la famiglia De Jong (Olanda) ha una spesa maggiore, seppure in minima percentuale. Mentre le famiglie Bech (Lussemburgo) e Gruber (Austria) sono quelle che affrontano spese minori, spendendo rispettivamente 160 e 168 euro.

Dal punto di vista assicurativo, rispetto alla media UE-15, il costo sostenuto è in linea (50 € contro i 52 € di media), con la famiglia Gruber (Austria) a fare da capofila nelle spese, con 90 euro di costi mensili da sostenere. A livello di impatto sul reddito, ad ogni modo, le spese sostenute dalla famiglia Rossi per il trasporto sono maggiori del 3% rispetto alla media europea.

In Italia il peso dell’RCA è molto spesso insostenibile per le famiglie, tanto da generare la presenza di oltre 4 milioni di veicoli c.d. fantasma, sprovvisti di tagliando di assicurazione o con RCA scaduta. Con tutte le gravi ripercussioni sul piano della sicurezza stradale.

[bctt tweet=”La famiglia Rossi spende il 3% in più delle altre famiglie europee per i #trasporti, pesano #benzina (+11,5%) e #rca #costodellavita” username=”adocnazionale”]

CASA E UTENZE: spese in linea con la UE

L’indagine ha preso in esame i costi vivi sostenuti dalle famiglie, in particolare i costi per l’affitto o rata del mutuo, le bollette (di luce, acqua, gas e rifiuti), le spese per telefonia e connessione a internet e i costi del canone TV.

Per quanto riguarda i costi sostenuti per l’affitto/mutuo, la media italiana è inferiore del 27,9% alla media europea. La spesa per la famiglia Rossi è mediamente pari a 604 euro mensili, contro, ad esempio, i 698 euro della famiglia Müller (Germania), gli 898 euro della famiglia De Jong (Olanda), i 916 euro della famiglia Smith (Gran Bretagna) e i 1.128 euro della famiglia Murphy (Irlanda). Ma a soffrire di più tale voce di spesa è la famiglia Gomes (Portogallo), per cui investono il 30% del reddito, il 7% in più della media europea.

[bctt tweet=”#casa, Italia spende il 27% in meno della media #UE, ma porta via 1/5 del #reddito #costodellavita” username=”adocnazionale”]

Per quanto riguarda le spese per il canone, va ricordato che in Spagna, Olanda e Lussemburgo la tassa non si paga. Chi spende di più è la famiglia Jensen (Danimarca), che mensilmente sborsa più di 25 euro per sostenere la televisione pubblica. Il triplo della famiglia Rossi, che rispetto alla media europea spende circa 3 euro in meno al mese.

In merito alle spese per la telefonia fissa e internet (Adsl) sono la famiglia Bech (Lussemburgo, 39 €/mese) e la famiglia Peeters (Belgio, 38 €/mese) a sostenere i costi maggiori, mentre la famiglia Rossi ha una spesa in linea con la media UE. Così come per le spese per l’abbonamento alla telefonia mobile (considerando 2 schede), dove a farla da padrona sono gli irlandesi Murphy, che mensilmente sborsano più di 70 euro.

In merito alle bollette, considerando le utenze di acqua, luce e gas, la famiglia Rossi spende poco meno di 200 euro al mese, contro i 227 euro delle famiglie lussemburghesi e i 217 euro delle famiglie tedesche. Le famiglie svedesi, al contrario, spendono solo 71,90 euro al mese per le utenze.

Complessivamente, la famiglia Rossi, per le spese di casa e le utenze, investe il 31% del proprio reddito, contro il 30,9% della media UE. Ma molto di più della famiglia Johansson (Svezia), che investe solo il 22,5% o della famiglia Korhonen (Finlandia), che vede impegnato il 23,9% del proprio reddito.

CULTURA E TEMPO LIBERO: cinema e palestre più economiche della media UE

Non di solo lavoro vivono le famiglie. Nel calcolo delle spese mensili sono state inserite le voci relativi ad una serata al cinema (2 biglietti interi e 1 ridotto) e la quota mensile di un abbonamento alla palestra o per un corso di sport.

Per il cinema la famiglia Rossi spende ben 5 euro in meno rispetto alla media europea. Stesso risparmio per lo sport, in Italia si spendono in media 35 euro al mese contro i 40 euro della media europea. Chi spende di più per restare in forma sono le famiglie del Lussemburgo (60 euro) e Finlandia (48 euro).

REDDITO E INCIDENZA DEI COSTI

L’analisi intende delineare un quadro delle spese essenziali e comuni di una famiglia italiana (composta da genitori, entrambi lavoratori dipendenti, con un figlio a carico, residenti in un appartamento di 80m2) confrontandole con quelle sostenute da pari famiglie europee. Ciò che salta immediatamente all’occhio è che, sebbene in Italia la spesa globale sostenuta mensilmente (al netto di ogni detrazione, ulteriore tassazione, spese per l’istruzione ed eventuali extra) sia mediamente inferiore dell’8,3% alla spesa media europea, essa incida sul reddito in misura pari al 64%, il 7% in più della media europea, ferma al 57%. Il discrimine fondamentale, quindi, è nella minore capacità reddituale di una famiglia italiana. Che, al netto delle tasse, incamera poco più di 2.800 euro mensili. Un reddito inferiore di ben il 20% alla media europea. A questo va aggiunto che la pressione fiscale in Italia è tra le più alte d’Europa, pari al 43,7%, mentre la media europea si attesta al 40,9%.

In Germania il reddito di una famiglia si avvicina ai 4.000 euro mensili (con un incidenza delle spese sul reddito inferiore alla metà del reddito), in Francia si superano i 3.200 euro (incidenza 59%), in Gran Bretagna si arriva a quasi 3.500 euro (incidenza 61%).

Chi gode del maggiore reddito sono la famiglia danese (oltre 5.000 euro al mese, l’80% in più della famiglia italiana, e con un impatto sul reddito pari al 48%), quella irlandese (4.200 euro, incidenza 60%) e lussemburghese (4.900 euro, incidenza del 53%).

Solo in Spagna (2.250 euro, incidenza 65%), Portogallo (1.440 euro, incidenza 82%) e Grecia (1.300 euro, incidenza 83%), la situazione è peggiore, sia dal punto di vista reddituale che di impatto sul reddito.

costo della vita italia europa

Sintesi delle differenze del costo della vita in Italia e in Europa

CONSIDERAZIONI

Giocoforza ogni singola voce contemplata assume un peso maggiore in Italia rispetto al resto d’Europa. Con conseguenze facilmente immaginabili:

  • Difficoltà/incapacità a sostenere le spese fondamentali per la sussistenza
  • Difficoltà/impossibilità a sostenere spese improvvise e/o urgenti, in particolare spese mediche e dentistiche
  • Rarefazione delle spese straordinarie, in particolare per vacanze, studio e cultura, svago, sport
  • Maggiore indebitamento, con sempre maggiore rischio di collegamenti con la malavita
  • Maggiore ricorso alla ricerca della “fortuna” (Gratta&Vinci, scommesse) o al gioco d’azzardo

Se consideriamo che molte famiglie si trovano anche in condizioni peggiori di quelle analizzate (solo un componente con lavoro, genitore anziano o più figli a carico) è evidente che la situazione assume contorni molto più gravi e preoccupanti.

N.B. Le famiglie-tipo prese in esame si compongono di 2 genitori, entrambi occupati al 100%, e 1 figlio/a in età scolare.

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Redditi, Italia fanalino di coda nella UE- Tgcom24

 

 

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