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Corte UE: il consumatore va informato sui rischi del glucosio

Essa respinge l’impugnazione proposta dalla Dextro Energy contro la sentenza del Tribunale che aveva dichiarato che la Commissione non era incorsa in errore, constatando che tali indicazioni incoraggiavano il consumo di zucchero, mentre tale incoraggiamento è incompatibile con i principii nutrizionali e sanitari generalmente accettati

La società tedesca Dextro Energy fabbrica prodotti alimentari con differenti formati, composti quasi interamente da glucosio, destinati al mercato tedesco e a quello europeo. Il cubo classico si compone di otto tavolette di glucosio da sei grammi ciascuna.

Nel 2011, la Dextro Energy aveva richiesto l’autorizzazione[1] ad utilizzare le seguenti indicazioni sulla salute: «[i]l glucosio è metabolizzato nell’ambito del normale metabolismo energetico corporeo», «[i]l glucosio sostiene l’attività fisica», «[i]l glucosio contribuisce al normale funzionamento del metabolismo energetico», «[i]l glucosio contribuisce al normale metabolismo energetico nel corso dell’attività fisica» e «[i]l glucosio contribuisce alla normale funzione muscolare»[2].

Nonostante il parere positivo dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che riteneva che si potesse stabilire un rapporto causa-effetto tra il consumo di glucosio e il normale funzionamento del metabolismo energetico, la Commissione, nel gennaio 2015, ha negato[3] l’autorizzazione di tali indicazioni sulla salute. La Commissione riteneva, infatti, che le indicazioni in questione trasmettessero ai consumatori un messaggio contraddittorio e ambiguo, in quanto avrebbero incoraggiato il consumo di zucchero, di cui, tuttavia, le autorità nazionali e internazionali, sulla base di pareri scientifici generalmente accettati, raccomandano la riduzione. La Commissione riteneva che, anche supponendo che tali indicazioni sulla salute fossero autorizzate soltanto in condizioni d’impiego specifiche e/o in presenza di diciture o avvertenze aggiuntive, il messaggio non sarebbe stato comunque meno ambiguo per il consumatore, ragione per cui le indicazioni in questione non dovevano essere autorizzate.

Il Tribunale dell’Unione europea, con sentenza del 16 marzo 2016[4], ha respinto il ricorso proposto dalla Dextro Energy e ha confermato così la decisione della Commissione.

Nella sua sentenza, il Tribunale sottolineava, in particolare, che la Commissione, sebbene non avesse rimesso in discussione il parere dell’EFSA (avendo tale autorità solamente il compito di verificare se le indicazioni sulla salute si basino su prove scientifiche e se la loro formulazione sia conforme a determinati criteri), doveva, nell’ambito della gestione del rischio, tenere in considerazione la normativa applicabile dell’Unione, così come altri fattori legittimi e pertinenti. Poiché il consumatore medio deve, sulla base dei principi nutrizionali e sanitari generalmente accettati, ridurre il proprio consumo di zucchero, la Commissione non era incorsa in alcun errore constatando che le indicazioni sulle salute in questione, che evidenziano soltanto gli effetti benefici del glucosio per il metabolismo energetico senza richiamare i pericoli inerenti al consumo elevato di zucchero, erano ambigue e ingannevoli e non potevano, pertanto, essere autorizzate.

Con la sua sentenza odierna, la Corte di giustizia respinge l’impugnazione proposta dalla Dextro Energy contro la sentenza del Tribunale, ritenendo che nessuno degli argomenti dedotti da tale impresa meriti di essere accolto.

[1] Ai sensi del regolamento (CE), n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari (GU L 404, pag. 9), le indicazioni sulla salute riportate sulle etichette nonché nella presentazione dei prodotti o nella pubblicità sono vietate, a meno che non siano conformi al regolamento, autorizzate a norma dello stesso ed incluse nell’elenco delle indicazioni autorizzate. Le indicazioni sulla salute in tal modo autorizzate possono essere utilizzate da qualsiasi operatore del settore alimentare.

[2] La prima e la terza indicazione  avevano quale destinatario la popolazione in generale, mentre le altre tre indicazioni  erano destinate a uomini e donne attivi, in buona salute e ben allenati alla resistenza fisica.

[3] Regolamento (UE) 2015/8 della Commissione, del 6 gennaio 2015, relativo al rifiuto dell’autorizzazione di alcune indicazioni sulla salute fornite sui prodotti alimentari, diverse da quelle che si riferiscono alla riduzione del rischio di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini (GU L 3, pag. 6). È opportuno rilevare che esisteva un consenso in relazione a tale rifiuto tra i rappresentanti degli Stati membri in seno al comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi. Inoltre, il regolamento 2015/8 consentiva alla Dextro Energy di continuare ad utilizzare tali indicazioni per un periodo di sei mesi dall’entrata in vigore del medesimo.

[4] Sentenza del Tribunale del 16 marzo 2016, Dextro Energy/Commissione (T-100/15, v. anche comunicato stampa n. 30/16).

[1] Ai sensi del regolamento (CE), n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari (GU L 404, pag. 9), le indicazioni sulla salute riportate sulle etichette nonché nella presentazione dei prodotti o nella pubblicità sono vietate, a meno che non siano conformi al regolamento, autorizzate a norma dello stesso ed incluse nell’elenco delle indicazioni autorizzate. Le indicazioni sulla salute in tal modo autorizzate possono essere utilizzate da qualsiasi operatore del settore alimentare.

[1] La prima e la terza indicazione  avevano quale destinatario la popolazione in generale, mentre le altre tre indicazioni  erano destinate a uomini e donne attivi, in buona salute e ben allenati alla resistenza fisica.

[1] Regolamento (UE) 2015/8 della Commissione, del 6 gennaio 2015, relativo al rifiuto dell’autorizzazione di alcune indicazioni sulla salute fornite sui prodotti alimentari, diverse da quelle che si riferiscono alla riduzione del rischio di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini (GU L 3, pag. 6). È opportuno rilevare che esisteva un consenso in relazione a tale rifiuto tra i rappresentanti degli Stati membri in seno al comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi. Inoltre, il regolamento 2015/8 consentiva alla Dextro Energy di continuare ad utilizzare tali indicazioni per un periodo di sei mesi dall’entrata in vigore del medesimo.

[1] Sentenza del Tribunale del 16 marzo 2016, Dextro Energy/Commissione (T-100/15, v. anche comunicato stampa n. 30/16).