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Immuni: per Adoc è necessario senso di responsabilità

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“Ad oggi gli italiani che hanno scaricato l’App Immuni sono poco più di 5 milioni, pari al 13% della popolazione che potrebbe scaricarla. I dati sono preoccupanti. La App non raccoglie dati che permettono di risalire all’identità di chi la usa; non chiede, né è in grado di ottenere, dati sensibili come nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo e-mail. Inoltre, per determinare il contatto, Immuni sfrutta la tecnologia Bluetooth Low Energy e non utilizza dati di geolocalizzazione di alcun genere, inclusi quelli del Gps. L’applicazione ha avuto il via libera ufficiale anche dal Garante della Privacy. Dato per scontato ciò come Adoc ci chiediamo come mai l’App, strumento indispensabile per la prevenzione, soprattutto in un momento così delicato, non abbia sortito gli effetti desiderati.” – le dichiarazioni di Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc.

La nota ministeriale del 13 agosto, a riguardo, precisa: “A questo proposito, è raccomandato tra le misure assolutamente opportune, l’utilizzo dell’applicazione Immuni. Il CTS, sin dalla seduta n. 92 del 02/07/2020, ne ha fortemente consigliato “l’adozione da parte di tutti gli studenti ultra-quattordicenni, di tutto il personale scolastico docente e non docente, di tutti i genitori degli alunni. Il CTS ritiene che l’impiego congiunto di azioni di sistema, di monitoraggio clinico laboratoristico, dell’applicazione IMMUNI costituisca uno dei punti chiave della strategia complessiva di prevenzione e monitoraggio del mondo della scuola”.

“Riteniamo infatti che possa essere uno strumento importante per la prevenzione e il monitoraggio dei contatti alla vigilia del rientro a scuola. Dal 13 luglio sono state inviate 809 notifiche, bloccando almeno quattro potenziali focolai.” – continua Tascini.

L’Adoc chiede a tutti i cittadini senso di responsabilità e chiede di non nascondersi dietro il problema della privacy, in quanto basta andare su applicazioni di molta più diffusa installazione per rendersi conto della valanga di autorizzazioni richieste per il completo funzionamento di queste sullo smartphone. L’ulteriore riflessione è se rendere l’app Immuni obbligatoria proprio per l’importanza che questa può avere per il contrasto al Coronavirus.

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