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L’Adoc all’incontro con la Ministra Dadone: “fare di più e meglio”

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Durante l’incontro che si è svolto oggi con la Ministra Dadone e i rappresentati delle Associazioni dei Consumatori il Presidente dell’Adoc Roberto Tascini ha evidenziato le pecche principali che affliggono la pubblica amministrazione e ha sottolineato come “la trasparenza deve assumere un ruolo centrale per il bene di tutti i cittadini”. Il principio di trasparenza, che oggi viene configurato come corollario dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione sanciti dall’art. 97 della Costituzione, non ha sempre costituito un canone fondamentale dell’agire amministrativo. Come Adoc ci impegniamo quotidianamente a rendere la pubblica amministrazione una “casa di vetro”, registrando però alcuni problemi strutturali.
Tascini nel suo intervento si è innanzitutto concentrato sulla necessità di una vera e propria semplificazione amministrativa evidenziando come “percorsi complessi, indicazioni poco chiare unite a una non soddisfacente qualità dei servizi pubblici penalizzano non solo gli utenti ma anche i dipendenti pubblici, costretti a pagare per responsabilità in alcun modo attribuibili a loro. Come Adoc da sempre abbiamo preso l’impegno di scardinare i pregiudizi negativi verso questi ultimi.” – ha continuato – evidenziando come ci sia la necessità vera e propria di scardinare un sistema per “valorizzare le competenze delle Lavoratrici e dei Lavoratori, ragionando per esempio sullo smart working e sul cosiddetto lavoro agile.”
I cittadini hanno la necessità di avere a propria disposizione strumenti di controllo democratico dell’agire amministrativo”.- ha continuato Roberto Tascini- “A differenza degli altri Paesi come gli Stati Uniti in cui già negli anni Sessanta del Novecento si permetteva ai cittadini di partecipare ai procedimenti amministrativi e accedere ai relativi documenti, in Italia per lungo tempo, e salvo particolari eccezioni, agli amministrati si consentiva soltanto di far sentire la propria voce, tramite la partecipazione, ma senza poter prendere visione degli atti amministrativi. Nonostante la strada per rendere la pubblica amministrazione una casa di vetro sia ancora lunga, è evidente come i recenti interventi normativi rappresentino una chiara inversione di marcia rispetto al passato, consacrando il passaggio dal bisogno di trasparenza al diritto alla trasparenza”.
In un sistema decisamente complesso e di difficile gestione è necessario evidenziare anche l’indice DESI (Indice di digitalizzazione dell’economia e della società) che in Italia è al 24%, mentre in altri Paesi come la Danimarca raggiunge il 94%, in Francia il 71%, in Spagna il 57%. Per Tascini risulta evidente come “questo ritardo dell’amministrazione unito alle scarse conoscenze digitali rendano necessario intervenire innanzitutto a favore di una digitalizzazione del cittadino e successivamente per rendere la Pubblica Amministrazione più fruibile”.
L’Adoc ha evidenziato come la PA debba interagire con i cittadini in modo semplice e veloce per poter ottenere informazioni su scadenze e pagamenti. “Lo Spid, la Carta D’identità Elettronica, o il sistema PagoPa sono stati decisamente dei passi in avanti ma è innegabile che ci siano delle cose ancora da migliorare” – le parole di Tascini- “I cittadini si trovano sommersi di informazioni che fanno fatica a gestire e sono costretti spesse volte a fornire informazioni alla PA, delle quali quest’ultima è già in possesso. Risulta difficile immaginare l’attuazione di un Agenda Digitale per uniformare i processi e mettere in comune banche dati?”.
Altro tema su cui si è concentrato il Presidente dell’Adoc è quello di trovare il giusto equilibrio tra trasparenza e diritto alla riservatezza come regolato dal Gdpr. “Un bilanciamento complesso. -afferma Tascini- “Ci troviamo quindi a dover contemperare 2 interessi. Si paventa per la pubblica amministrazione, specie per quella locale come primo punto di contatto per i cittadini, una gestione di difficile e complicato equilibrio tra trasparenza e il diritto alla riservatezza”.
“Potremmo fornire delle proposte concrete come: utilizzare l’e-mail tradizionale, liberalizzare la fotocopia, rivedere il regime delle autocertificazioni ma la vera azione riformatrice dovrebbe essere quella di selezionare le priorità di lavoro e gli affari più meritevoli di tutela, riorganizzando gli uffici per svolgere tali funzioni. Ciò anche alla luce della considerazione che non è possibile che si aggiungano funzioni sempre nuove agli stessi uffici di prima (per di più interessati da un ormai pluriennale blocco del turn-over del personale): una reale riforma deve tenere in debita considerazione i carichi di lavoro gestibili”.
Per Roberto Tascini è “positiva questa apertura del Governo al mondo delle associazioni ritenendo un potenziale elemento di svolta l’asse tra la Ministra Pisano e la Ministra Dadone”.