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Rimborsi 28 giorni, anche il TAR dà ragione all’Agcom

Il Tar del Lazio ha confermato la decisione dell’Agcom di imporre agli operatori di telefonia di rimborsare ai clienti quanto illegittimamente addebitato con la fatturazione a 28 giorni, respingendo un ricorso di Vodafone che chiedeva la sospensiva della delibera dell’Authority.

La scorsa estate l’Agcom aveva intimato agli operatori di telefonia Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb di restituire, entro il 31 dicembre 2018, i giorni illegittimamente sottratti agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni delle offerte di telefonia fissa. Il tribunale amministrativo ha ora ribadito che «non risultano ragioni di oggettiva e insormontabile difficoltà nel provvedere agli adeguamenti imposti dall’Autorità», per cui entro la fine dell’anno i clienti dovranno essere automaticamente rimborsati attraverso la restituzione, per ogni fattura emessa a partire dal 23 giugno 2017, di tutti i giorni erosi dopo l’introduzione della fatturazione a 28 giorni. .

“La conferma del Tar sottolinea la bontà della decisione dell’Authority di tutelare i consumatori che ancora subiscono i nefasti effetti di questa iniqua e dannosa manovra – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – è una decisione fondamentale che garantisce agli utenti la restituzione del maltolto entro la fine dell’anno, sebbene in modo parziale e tardivo. Difatti permangono, a nostro avviso, due criticità: la prima è che ad oggi rimane privo di tutela chi ha cambiato gestore nel periodo che va dal 23 giugno 2017 al momento in cui l’operatore è tornato alla fatturazione mensile, quando invece anche questa tipologia di consumatore dovrebbe venire giustamente tutelata. La seconda è che gli aumenti imposti ai clienti successivamente al ritorno alla fatturazione su base mensile sono stati spesso anche superiori al famoso rincaro dell’8,6% realizzatosi in occasione della fatturazione a 28 giorni.  Invitiamo comunque l’Autorità a vigilare sulla correttezza dei rimborsi che verranno erogati, con particolare riguardo alle eventuali soluzioni “alternative” alla restituzione in fattura e i consumatori a segnalarci ogni eventuale anomalia riscontrata.

Alla luce di quanto accaduto riteniamo infine che sia necessario introdurre il principio dell’invarianza di spesa per il consumatore a fronte di ogni modifica della tempistica di fatturazione nonché la possibilità, per l’Agcom, di poter esprimere un parere vincolante prima dell’applicazione delle modifiche unilaterali del contratto da parte degli operatori. Altrimenti ci potremmo ritrovare a breve in situazione simili, con i consumatori che continueranno ad essere vessati.”