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Shrinkflation, la subdola “arte” di far pagare di più un prodotto riducendone le dimensioni

Di 26 Luglio 2017Economia

La shrinkflation è quel fenomeno per cui le dimensioni di prodotti di largo consumo vengono ridotte ma il prezzo rimane invariato o, addirittura, aumentato.

Tutto ciò sotto gli occhi del consumatore, che non può rendersi conto delle variazioni e che quindi paga di più per avere di meno. Abile manovra di mercato o un inganno vero e proprio?

Secondo l’Ufficio statistico nazionale inglese negli ultimi cinque anni nel Regno Unito sono stati ridotti per dimensione o peso ma venduti allo stesso prezzo oltre 2.500 prodotti, in particolare prodotti alimentari ma anche prodotti per l’igiene e la casa.

Ad esempio, secondo la ricerca, un rotolo di carta igienica è passato da 240 a 221 fogli strappabili, barrette di cioccolato sono calate di oltre 10 grammi di peso mentre altre hanno visto una riduzione del 12% del volume. Oppure si riduce il numero di “pezzi” nella stessa confezione. Mantenendo, al contempo, lo stesso prezzo.

E non è neanche una questione di costi delle materie prime, dato che ad esempio il cioccolato ha subito un ribasso dei prezzi negli ultimi anni.

La riduzione delle dimensioni dei prodotti venduti mantenendo lo stesso prezzo è solo un modo subdolo per nascondere un aumento dei costi a danno dei consumatori visto che molto difficilmente si potrà notare il cambiamento.

A meno che, certo, non si stia iper attenti ad ogni singolo prodotto e alla sua storia. Ma con i tempi di vita così accelerati è possibile? Crediamo proprio di no.

Shrinkflation in Italia e i cambi di fatturazione

In Italia ad oggi non esiste ancora uno studio in merito ma sarebbe opportuno che Istat e Antitrust comincino ad analizzare tale fenomeno, che causa un danno notevole, sia dal punto di vista economico che di fiducia, al consumatore.

Ma se non abbiamo chiaro nel nostro Paese le dimensioni della shrinkflation, sicuramente dobbiamo fare i conti con un altro tipo di aumenti camuffati.

Quasi tutti gli operatori di telecomunicazione mobili, e non ultima Sky, hanno trovato il modo di far pagare di più i propri utenti modificando il ciclo di fatturazione. Dalla canonica tariffa su base mensile si è passati alla fatturazione ogni 4 settimane. Con il risultato che in un anno si pagano 13 mensilità piuttosto che 12. Con conseguente aumento, anche considerevole, dei costi a carico dell’utente.