Comprare uno smartphone o un tablet è diventata ormai un’impresa, data l’infinità di modelli a disposizione e la quantità di caratteristiche e funzionalità che essi possiedono; è pertanto fondamentale oggi conoscere quali siano gli aspetti principali da considerare anche in base alle priorità e alle necessità di ognuno.

ABBONAMENTI CON OPERATORE TELEFONICO

Tra i fattori determinanti è importante tener conto anche dei migliori piani tariffari offerti dagli operatori telefonici: essi mettono ogni mese in vetrina virtuale gli smartphone e i tablet più interessanti del momento offrendo pacchetti completi con chiamate ed internet.

Le due modalità di acquisto più diffuse sono il piano a rate e il contratto con telefono incluso.

Acquisto a rate

L’acquisto a rate è la terminologia comune utilizzata per il sistema di pagamento che tecnicamente si chiama “credito al consumo”: con questo metodo non va versato in una volta tutto il dovuto, ma è dilazionato nel tempo il pagamento, a cui la società finanziaria applicherà degli interessi.

Nel mondo della telefonia, l’acquisto a rate di smartphone è oggi molto diffuso (quasi tutti i commercianti hanno una o più convenzioni con delle finanziarie) e presenta dei pro e contro. Acquistando uno smartphone a rate con finanziaria, non c’è nessuna necessità di vincolarsi al gestore telefonico per parecchi mesi o di dover cambiare il proprio piano tariffario; inoltre, non è necessario versare un anticipo iniziale, come spesso accade per le offerte telefono incluso degli operatori.

Tuttavia essendo l’acquisto a rate bisogna prestare massima attenzione agli interessi e, in particolare, alle percentuali di TAN (cioè quanto in un anno si deve di interessi al rivenditore) e di TAEG (che tiene conto anche delle spese, bolli e delle varie spese di incasso e bancarie, indicando quanto in definitiva ci viene a costare il prestito).

Acquisto con contratto telefonico

In alternativa all’acquisto a rate tutti gli operatori oggi propongono di sottoscrivere un loro piano telefonico (spesso all inclusive) offrendo di aggiungere una quota per l’acquisto dello smartphone.

In questo modo, come nell’acquisto a rate, non bisogna versare tutto e subito, ma si può pagare l’importo dello smartphone nel tempo. Inoltre, a differenza dell’acquisto a rate, non c’è nessuna pratica da aprire e il TAN e TAEG sono allo 0% traducendo così questa forma di acquisto a tasso zero. In molti casi il prezzo del telefonino è fortemente scontato.

Quasi sempre, viene richiesto l’addebito della rata mensile su carta di credito e, in caso di recesso anticipato, occorre versare in una sola soluzione tutto l’ammontare rimanente oltre che una penale. Molti operatori poi richiedono un anticipo iniziale e/o una maxi rata finale. Infine, i dispositivi di alcuni operatori possono essere “operator look” o “SIM look”, cioè funzionano solo con una SIM dell’operatore o addirittura solo con la SIM del numero che gode della promozione.

La scelta di un piano a rate o smartphone compreso dipende quindi da parametri economici (costo, reddito dimostrabile, possesso di carta di credito, … ecc), ma anche dal proprio stile di vita e di consumi (copertura di rete, soglie settimanali internet, propensione a cambiare telefono in tempi brevi, ecc).

SISTEMA OPERATIVO

Il sistema operativo (in inglese abbreviato “OS”) è un insieme di componenti software e hardware che rende operativi computer e altri dispositivi informatici. Per quanto riguarda gli smartphone e i tablet, i sistemi operativi più diffusi sono tre; non ne esiste uno migliore degli altri in senso assoluto ma bisogna conoscere i pro e i contro di ognuno per scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

  • Android è il sistema operativo più diffuso, ha un parco applicazioni sterminato e concede un’enorme libertà di scelta all’utente. Le applicazioni, ad esempio, si possono scaricare da fonti esterne al Google Play Store ed è possibile personalizzare praticamente ogni aspetto del telefono. Di contro, Android è maggiormente soggetto all’attacco da parte dei malware (abbreviazione per malicious software, ovvero “software dannoso”) rispetto agli altri sistemi operativi del mondo mobile e la sua distribuzione è frammentata, il che significa che gli aggiornamenti rilasciati da Google non arrivano allo stesso momento su tutti i dispositivi. Altra cosa importante da tenere in considerazione è che molti produttori personalizzano le versioni di Android installate sui propri apparecchi con delle interfacce alternative e delle applicazioni aggiuntive che possono influire sulle performance generali del sistema.

Di Android esistono varie versioni: KitKat (4.4.x), Lollipop (5.x) e Marshmallow (6.x) sono alcune di esse. La più recente, non disponibile su tutti i device, è Nougat (7.x). Sarebbe meglio non comprare uno smartphone con le versioni ormai datate di KitKat, Gingerbread o Ice Cream Sandwich e, se possibile, acquistare dispositivi dotati di Android Lollipop e superiore.

  • iOS è il sistema operativo di iPhone e iPad. È semplicissimo da utilizzare ma questa semplicità si “paga” con una scarsissima possibilità di personalizzare il terminale. Le applicazioni si possono scaricare solo da App Store e non è possibile impostare applicazioni predefinite differenti da quelle previste “di serie” nel sistema. Fra i lati positivi di iOS ci sono gli aggiornamenti, che sono disponibili da subito su tutti i terminali, e la quasi assenza di malware. Inoltre la qualità media delle applicazioni è superiore rispetto a quelle per Android.
  • Windows Phone è la piattaforma meno diffusa fra le tre, il suo store non è ancora ricco come quello di Android ed Apple ma la possibilità di personalizzare il sistema è abbastanza buona (anche se più limitata rispetto a quella di Android). Va inoltre sottolineato come le sue prestazioni siano sempre eccellenti anche sui dispositivi più economici. Non presenta grossi problemi di malware.

PROCESSORE

Il processore è uno degli elementi chiave per capire l’effettiva qualità di un dispositivo mobile. Esso rappresenta l’unità centrale dell’apparecchio ed è incaricato di organizzarne i processi e gestire l’esecuzione del sistema operativo e delle applicazioni. L’unità di misura è il Gigahertz (GHz) e con questa unità di misura si stabilisce la quantità di hertz che il processore è in grado di gestire in un secondo. Più è alto questo valore, più il processore sarà veloce e potrà rapidamente leggere dati ed effettuare procedure.

Al momento attuale, la maggioranza degli smartphone viene prodotta con processore dual-core, quad-core, o octa-core che consentono di effettuare diversi processi allo stesso tempo.

Il core (dall’inglese “nucleo”) è una sorta di processore a sé, il quale svolge il lavoro che prima poteva essere compiuto da un solo core con dei risultati migliori: meno calore, meno consumo energetico e più velocità. Di qui l’importanza dei multi-core, dove due core si dividono il lavoro; maggiore è il numero di core, chiaramente, migliore è la qualità del processore, (anche se il giudizio su quest’ultimo non dipende solo dal numero di core).

Naturalmente, la scelta di uno smartphone a seconda del tipo di processore montato dipende da molti fattori: in generale, potrebbe essere più importante per un dispositivo la possibilità di effettuare più di un’operazione simultaneamente. Al momento, i processori quad-core hanno una velocità tra gli 1,4 e i 2,4 GHz.

MEMORIA INTERNA E SPAZIO DISPONIBILE

Nelle schede tecniche di tablet, smartphone e pc sono indicate sempre due tipi di memorie: RAM e ROM.

La RAM (Random Access Memory) è una memoria volatile: in questo quantitativo di memoria, che in genere è più basso rispetto alla ROM, non vengono salvati dati permanenti, perché è quella che viene utilizzata per far girare meglio giochi e applicazioni insieme al processore evitando eventuali rallentamenti.

ROM sta per Read Only Memory ed è una memoria non volatile, ovvero una memoria che difficilmente può essere modificata e contiene dati permanenti necessari al corretto funzionamento del sistema operativo e delle eventuali applicazioni preinstallate. Su smartphone e tablet in genere la ROM viene identificata come memoria interna, storage, spazio di archiviazione o altri termini, che stanno ad indicare inoltre lo spazio a disposizione per salvare documenti, file, immagini, video, etc. etc.

Va considerato che se trovate scritto 16GB non saranno mai quelli effettivamente liberi, per il fatto che sopra saranno salvati dei dati permanenti da non toccare, necessari per poter accendere e utilizzare il dispositivo. Pertanto, se per la RAM bisogna informarsi sul sistema operativo utilizzato e vedere quante risorse consuma, aggiungendo l’incognita delle applicazioni e programmi che saranno installati, per la ROM invece sarà necessario capire quanto spazio è effettivamente disponibile rispetto a quello dichiarato nella scheda tecnica del prodotto, capire se è espandibile con schede di memoria aggiuntive e prevedere se sarà sufficiente per archiviare i vostri dati.

Dare dei dati indicativi su quanta RAM e ROM avere non è facile perché in base alle esigenze personali e budget potrebbero cambiare notevolmente.

Buona parte dei tablet in commercio offre 16 GB di memoria. Sono sufficienti per installare decine di applicazioni. Bisogna ricordare che non tutte hanno le stesse dimensioni e che alcune, come certi videogiochi, possono occupare anche due o tre gigabyte. Un modello da 16 GB può comunque ospitare una più che discreta collezione di fotografie e video e lo potremo usare anche per fare un po’ di foto e video editing.

Se vogliamo conservare sul tablet anche altri dati, tuttavia, è meglio orientarsi su dimensioni più grandi. Una collezione di fotografie può tranquillamente portare via 3 o 4 GB, o anche di più. I film in HD occupano 2 GB ognuno (o di più) e una collezione musicale può richiedere a sua volta molti gigabyte, anche qualche decina nel caso di quelle più grandi.

Un tablet da 32 GB, in linea di massima, è adatto a soddisfare i bisogni della maggior parte dei casi: ci sarà spazio per qualche applicazione “pesante”, come i videogiochi, e per una discreta collezione di video, foto e di musica. Un tablet di questo tipo è adatto per chi vuole portarsi un po’ di contenuti in vacanza e si reca in luoghi dove non c’è accesso a Internet.

I consumatori con le più grandi collezioni multimediali, infine, dovrebbero orientarsi su un tablet con ancora più memoria: i modelli da 64 e 128 GB non sono esattamente all’ordine del giorno, ma si trovano in commercio. Con tanta memoria a disposizione possiamo trasferire nel tablet enormi collezioni multimediali, tenerci installate centinaia di applicazioni, con la tranquillità che i dati saranno sempre accessibili anche senza Internet. Da notare, comunque, che alcune app semplicemente non funzionano senza Internet e questo vale anche per certi giochi.

MEMORIA ESPANDIBILE

Gli smartphone Android e i Windows Phone possono avere inoltre una memoria fissa o una memoria espandibile. I telefoni con memoria espandibile sono quelli in cui applicazioni, foto, video e altri dati possono essere spostati su delle microSD. Attenzione però, non tutti gli smartphone consentono di impostare le microSD come unità di memoria primaria, questo significa che non è sempre possibile utilizzare le memory card come destinazione predefinita di app, foto, video ecc, dipende tutto dal modello di telefono acquistato e dal sistema operativo installato su di esso.

AUTONOMIA DELLA BATTERIA

Al momento dell’acquisto del vostro smartphone o tablet dovrete anche tenere in considerazione un’altra importante caratteristica: quella della durata della batteria. La capacità delle batterie degli smartphone è espressa in mAh (milliampere ora). Di conseguenza più mAh ci sono e maggiore è – almeno potenzialmente – l’autonomia del dispositivo. Come facilmente intuibile, gli smartphone di dimensioni più generose – da 5″ in su – hanno batterie più grandi, quindi tendenzialmente con un’autonomia maggiore rispetto a quelle montate sui dispositivi di taglia più piccola.

Ma anche altri fattori entrano in ballo, come per esempio il fatto che i processori di ultima generazione sono in grado di ottimizzare l’autonomia ed i tempi di ricarica degli smartphone, e che con l’ultimo aggiornamento di Android Marshmallow sono state introdotte diverse funzioni in grado di gestire al meglio i processi. Piuttosto che guardare le schede tecniche dei dispositivi, informatevi dunque bene sull’ottimizzazione di hardware e software leggendo recensioni.

Sono molto importanti anche i tempi di ricarica dello smartphone, tanto è vero che sono sempre di più i terminali che supportano la tecnologia quick charge, grazie alla quale la batteria si ricarica in brevissimo tempo.

Alcuni cellulari permettono di estrarre facilmente la batteria e sostituirla con un’altra (in questi casi si parla di smartphone con batteria rimovibile), altri invece non permettono di compiere quest’operazione e prevedono la sostituzione della batteria solo in seguito a un intervento dell’assistenza tecnica (in questi casi invece si parla di smartphone con batteria non rimovibile).

PRENDERSI CURA DELLA BATTERIA DEL VOSTRO SMARTPHONE

La prima cosa che si dovrebbe fare quando si apre la scatola di uno smartphone nuovo di zecca, è quella di dare un’occhiata al manuale d’uso: conoscere la batteria del proprio smartphone aiuta ad utilizzarla nel modo corretto ed a rallentarne il degrado. Andate quindi alla ricerca del manuale d’uso in casa o direttamente online.

La maggior parte degli smartphone incorpora una batteria agli ioni di litio o ai polimeri di litio. Entrambe sono in realtà agli ioni di litio e, in quanto tali, possono essere ricaricate in qualsiasi momento, non occorre farle scaricare completamente e non necessitano di essere caricate fino al 100%. È consigliabile ricaricarle parzialmente (dal 30% all’80%).

DESIGN E PRATICITA’

Nella scelta di uno smartphone, oltre alle preferenze riguardo il software, entrano in gioco anche quelle riguardanti l’estetica.  Ci sono telefoni con design più stondati e linee sinuose e altri con linee rette e bordi metallici; l’importante è cercare di considerare la funzionalità che deriva dal design.

Un unibody metallico è elegante, ma spesso impedisce l’utilizzo di una scheda microSD, può risultare più pesante e disperde meno velocemente temperature troppo elevate o troppo basse. Allo stesso tempo bisogna prendere in considerazione le dimensioni del display, controllare che tutti i tasti fisici siano raggiungibili facilmente e, in generale, che lo smartphone sia assemblato con cura ed avvolto da materiali di qualità.

DIMENSIONI DEL DISPLAY

Le dimensioni dello schermo, oltre a rappresentare una scelta estetica, vanno considerate anche in base all’uso che del dispositivo si vuole fare. I display si misurano in pollici (1 pollice=  2,54 cm) lungo la diagonale (calcolate sempre che dovete tener conto delle misure della cornice dello schermo).

SMARTPHONE

Trovare uno smartphone di dimensioni ridotte, orientativamente tra i 4 e i 4,6 pollici, è ormai abbastanza complesso, poiché tendenzialmente i telefoni top di gamma per le case produttrici superano i 4,7 pollici. I mini smartphone infatti possiedono display troppo piccoli per vedere foto, usare i browser, leggere articoli o mail, ma sono consigliati per chi vuole usare il telefono in modo veloce con una mano sola e in alcuni casi (ad esempio l’iPhone 5S) privilegiare il design. Tra questi tipi di telefono si trovano tuttavia spesso le migliori occasioni in termini di prezzo.

E’ consigliabile optare per schermi dotati di almeno 4,7-5 pollici di diagonale, soprattutto per chi è solito leggere notizie o libri, o per chi vuole godere delle grafiche ad alta definizione degli ultimi giochi. Le foto si vedono bene, lo smartphone sta comodamente in tasca e spesso si riesce a mantenere un buon design (soprattutto nei modelli Htc e LG).

Gli smartphone XL (dai 5,5 pollici in su) sono la scelta migliore per lavorare in mobilità: si legge bene, si scrive meglio e si possono lavorare i singoli documenti in maniera più agevole; in molti casi non si rendono necessari i pc e i tablet. Il vantaggio è dato dalla durata maggiore della batteria, ma sono più scomodi da trasportare e con un design meno fine.

TABLET

I tablet da 7 o 8 pollici sono più leggeri e maneggevoli, altrettanto comodi per la lettura di pagine Web o libri, e risultano una scelta adatta anche per i giochi (soprattutto in quei titoli in cui viene simulata la presenza di un joypad sullo schermo). Il minor spazio su schermo però può essere limitante nella produzione dei contenuti o nella lettura di fumetti/riviste digitali.

I modelli da 10 pollici sono ottimi per la creazione di contenuti, la lettura di magazine digitali, la navigazione Web e la fruizione di film, ma possono risultare troppo ingombranti per chi ha bisogno di tenerli in mano per periodi di tempo prolungato.

I tablet da oltre 10 pollici sono da considerarsi dei sostituiti dei notebook, difatti sono spesso muniti di cover con tastiera integrata (es. Microsoft Surface, iPad Pro ecc.), e quindi sono una scelta più indicata per la creazione di contenuti piuttosto che per la fruizione dei medesimi.

In ogni caso l’importante è che il display sia di buona qualità: se vedete tablet con display particolarmente “plasticosi” o opachi evitate di aquistarli, avranno sicuramente un pessimo grado di reattività.

Prima di acquistare un tablet di dimensioni generose (da 10″ in su) occorre valutare inoltre con attenzione anche il prezzo e la qualità degli accessori disponibili, come ad esempio le cover con tastiera integrata e le penne per scrivere o disegnare sullo schermo. Spesso non sono incluse nella confezione di vendita e quindi bisogna acquistarle separatamente.

TIPOLOGIE DI SCHERMO

Per quanto riguarda la tecnologia del display, ne esistono principalmente tre tipi, LCD, AMOLED e RETINA.

Schermi LCD

LCD sta per Liquid Crystal Display e questa tipologia di schermo è composta da una matrice di cristalli liquidi retroilluminati: essi sono intrappolati tra due superfici vetrose dotate di contatti elettrici con i quali viene applicato un campo elettrico al liquido contenuto. Ogni contatto comanda una piccola porzione del pannello identificabile come pixel (contrazione della locuzione inglese picture element), ossia ognuno degli elementi puntiformi che compongono la rappresentazione di una immagine digitale. Nelle immagini rappresentate da dati informatici, solitamente, i punti riprodotti sono così piccoli e numerosi da non essere distinguibili ad occhio nudo, apparendo fusi in un’unica immagine quando vengono stampati su carta o visualizzati su un monitor.

La popolarità degli schermi LCD è data principalmente dal loro basso consumo e dalle ottime prestazioni sotto la diretta luce del sole, grazie alla retroilluminazione dei pixel, tuttavia l’LCD tende a mostrare contrasti meno definiti rispetto a quelli visibili su altre tipologie di schermo. Gli schermi LCD si suddividono in due categorie: IPS e TFT.

TFT è l’acronimo di Thin Film Transistor, in italiano transistor a pellicola sottile. Questa tipologia di pannello ha un costo di produzione relativamente basso, ma risulta svantaggiato dall’impatto che ha il TFT sulla batteria, dato dalla grande quantità di energia che consuma.

L’IPS ovvero In Plane Switching, è una tecnologia LCD sviluppata con lo scopo di migliorare l’angolo di visuale (178° orizzontale/verticale) e la riproduzione dei colori. Il consumo della batteria, in questo caso, è ridotto rispetto al TFT.  Gli schermi IPS sono presenti su molti telefoni top di gamma, primo fra tutti l’iPhone di Apple.

Interessante sapere inoltre che gli schermi LCD offrono di solito una maggiore luminosità rispetto ad altre tecnologie e tendono a durare di più nel tempo.

Schermi AMOLED

AMOLED sta per Active Matrix Organic Light Emitting Diode mentre OLED è un materiale organico che emette luce quando attraversato dalla corrente. Al contrario dei pannelli LCD, che sono retroilluminati, in questo tipo di schermi i pixel sono spenti per realizzare i neri.  Per questo motivo i display OLED offrono neri più intensi, maggiore contrasto e consumano meno batteria se si utilizzano sfondi neri, ma hanno meno visibilità sotto la luce diretta del sole rispetto agli LCD che sono retroilluminati. Inoltre trattandosi di un display organico, il degrado dei diodi e le bruciature del display sono fattori da prendere in considerazione.

Un vantaggio dato dagli AMOLED è tuttavia che possono essere resi più sottili e quindi più flessibili rispetto agli LCD perché non richiedono lo strato dedicato alla retroilluminazione. Per questo Samsung è stata in grado di piegare i lati del display Edge del Galaxy S6 ed LG ha sfruttato un Plastic OLED per lo schermo del G Flex 2.

Schermi in RETINA

I display in retina sono schermi ad altissima risoluzione, introdotti a partire dal 2010 con l’iPhone4, che si distinguono rispetto al passato per la notevole densità di pixel, tale da rendere impercettibile a occhio nudo la presenza dei singoli pixel.

Apple ha ottimizzato ogni schermo Retina dei suoi dispositivi affinché si percepisse un’immagine migliore: infatti, lo schermo retina dipende dalle dimensioni del pannello (si tratti di un iPad o di un iMac). L’idea è di raggiungere una notevole densità di pixel per pollice (PPI), tale da permettere agli schermi elettronici di rivaleggiare con la qualità del testo e delle immagini stampate su carta, evitando, allo stesso tempo, di dover ricorrere a operazioni di ottimizzazione per la visualizzazione di oggetti su schermo, come l’uso di font appositamente progettati per visualizzare il testo in maniera ottimale. Un’altra caratteristica di un display retina è il fatto che i colori sono più netti e brillanti. All’utente sembrerà di vedere dal vivo l’immagine proiettata sullo schermo, con un impressionante senso di realtà.

Per costruire uno schermo Retina inoltre viene usato un vetro speciale, molto resistente e oleorepellente: in tal modo si evitano le fastidiose ditate sullo schermo. Inoltre la retroilluminazione led comporta altri due vantaggi: una maggiore illuminazione dello schermo e un minor consumo energetico della batteria.

La risoluzione del display è importante anche in ottica VR. Se avete intenzione di utilizzare dei visori per la realtà virtuale (es. Google Cardboard) è consigliabile acquistare uno smartphone dotato di uno schermo ad alta risoluzione – meglio se sopra il Full HD -, in modo da non notare troppo i “pixel” e le sgranature durante l’uso dei visori.

RISOLUZIONE DEL DISPLAY

Gli schermi sono composti da una vasta quantità di pixel che formano una griglia, o meglio una matrice, e come tale ha un’altezza e una larghezza.

La risoluzione è un’informazione che ci porta a conoscenza della quantità di pixel in larghezza e altezza di cui è composta la matrice che va a formare il display. Essa si presenta come una dicitura di questo tipo: 1280 x 720 dove 720 è il numero che identifica il numero di pixel che compongono la matrice del display in larghezza (quindi il numero di colonne), e 1280 identifica l’altezza della matrice (il numero di righe).

A questo punto la quantità totale di pixel è facilmente calcolabile con una semplice moltiplicazione: 720*1280 = 921.600

Ogni risoluzione ha una sua sigla, conosciamo le più famose: HD 1280 x 720, FullHD 1920 x 1080

La risoluzione è un valore assoluto che non basta a definire la qualità di un display.

Questo accade perché, mentre al variare delle dimensioni di uno schermo la risoluzione rimane inalterata (e quindi il numero totale di puntini rimane lo stesso), allo stesso tempo la distanza tra un pixel e l’altro varia: su uno schermo più grande avremo una minore concentrazione di pixel e vedremo l’immagine meno definita, viceversa su uno schermo più piccolo aumenterà la concentrazione di pixel.

Nasce, quindi, l’esigenza di utilizzare un altro valore che, da solo, sia in grado di indicare la definizione del display tenendo in considerazione anche la grandezza dello stesso: la densità di pixel non è altro che il numero di pixel per ogni pollice del display.

Esistono due sigle per indicarla: PPI (Pixel Per Inch, ovvero “pixel per pollice”) o DPI (dot per inch, ovvero “punti per pollice”, questa dicitura è più indicata per l’utilizzo in riferimento a immagini stampate).

E’ davvero importante una densità di pixel alta? Studi scientifici dimostrano che l’occhio umano non riesce a distinguere i pixel in display con densità superiori a circa 300 PPI, anche se in realtà ognuno ha le sue esigenze visive che non possono essere tradotte in un numero universale.

D’altro canto risoluzioni molto alte portano ad un carico maggiore di lavoro per il processore e la scheda grafica del vostro telefono che deve gestire molti più pixel (anche diversi milioni in più in alcuni casi), con conseguente calo di prestazioni ed autonomia.

Inoltre la risoluzione non è l’unico fattore che incide sulla qualità di un display ed, arrivati ormai ad uno standard che è il FullHD, oserei dire che non è neanche il fattore più importante da prendere in considerazione nell’acquisto di un telefono.

Nella fascia compresa tra i 320 e i 480 pixel (WVGA) troviamo tutta una serie di dispositivi di “prima generazione” in particolare i primi modelli di smartphone prodotti più o meno in concomitanza con l’iPhone (release 2G o EDGE); mentre tra i 480 e i 720 pixel (HD 720) abbiamo quella che potremmo chiamare la “smartphone zone”, popolata da modelli di cellulari con caratteristiche avanzate ivi compresi modelli più recenti di iPhone.

Tra i 720 e i 768 pixel vi è una maggiore distribuzione di tablet, in buona parte iPad, mentre le due aree successive riguardano rispettivamente la modalità di visualizzazione portrait (“ritratto”, dai 768 ai 900 pixel) e landscape (“panorama”, dai 900 ai 1024 pixel (HD)) per le quali sono coinvolti soprattuto tablet, phablet e smartphone dotati di diagonali sufficientemente ampie

FOTOCAMERA

Il comparto fotografico, per quanto rappresenti una funzione extra, un optional, sta diventando anno dopo anno la caratteristica sul quale brand ed utenti ripongono maggiore attenzione.  Uno dei fattori che maggiormente viene considerato in relazione è il numero di megapixel, ma quanto è realmente rilevante?

I Megapixel, abbreviati in MP, indicano la risoluzione massima con la quale le foto possono essere scattate. Per esempio se la fotocamera di uno smatphone ha risoluzionedi 5,312 pixel in larghezza e 2,988 in altezza, moltiplicando tali valori si ottiene un’area di 15,872,256 pixel, vicina ai 16 MP (MP significa un milione di pixel).

Quindi maggiore sarà la risoluzione e più dettagli verranno catturati. Purtroppo tutto questo non ha nulla a che vedere con la qualità: è vero che vi saranno più dettagli rispetto ad una fotocamera con meno MP, ma la qualità dei dettagli è data dall’ottica, dal sensore e da tanti altri parametri, noti a chi si diletta nel mondo fotografico.

Con un numero maggiore di pixel a disposizione sicuramente si possono ottenere dei vantaggi per quanto riguarda le dimensioni di stampa e l’efficienza dello zoom digitale.

Avendo a disposizione più MP e, di conseguenza, una maggiore risoluzione per gli scatti, è utile per stampare delle foto leggermente più grandi.  Solo leggermente perché raddoppiare i MP vuol dire raddoppiare il numero di pixel che però verranno “spalmati” in larghezza e altezza Non si ottiene quindi il doppio in entrambe le dimensioni fisiche, ma “solo” circa 1,4 volte in più.

Sempre grazie alla maggiore risoluzione, dovuta al numero di MP, potrete zoomare maggiormente l’immagine senza perdere qualità, ovvero senza sgranamento, e questo vale anche nel ritagliare porzioni di foto.

Purtroppo gli altri parametri da considerare per avere un giudizio reale sulla qualità fotografica, quali sensibilità alla luce, gamma cromatica, rumore, artefatti visivi, velocità di autofocus e tanti altri, spesso non vengono rilasciati dai produttori, i quali preferiscono fregarci con l’inutile corsa al rialzo di MP o con dubbie frasi pubblicitarie. L’unico modo è testarle personalmente o, meglio, affidarvi a recensioni e siti specializzati che effettuano test affidabili.

SUPPORTO 4G/LTE

Orma moltissimi smartphone e tablet, supportano la rete 4G/LTE (Long Term Evolution) ma bisogna fare molta attenzione ai cellulari importati dalla Cina, in quanto molti di essi  non dispongono del supporto alla banda di frequenza a 800MHz. Molti smartphone cinesi supportano solo le bande a 1800MHz e 2600MHz e questo significa che in alcune zone – quelle in cui il segnale degli operatori italiani viaggia solo sulle frequenze a 800MHz – la connessione 4G non risulta disponibile, si viaggia solo in 3G. Se ci tieni a utilizzare la rete 4G con tutti gli operatori e in tutte le aree, prima di acquistare un terminale di importazione cinese accertati che questo supporti la banda 20 (cioè la banda di frequenza a 800MHz).

Altra cosa importante da sottolineare è che esistono varie categorie di LTE, ognuna delle quali supporta una velocità di trasferimento dei dati differente.

Gli smartphone che nelle specifiche riportano la voce “LTE Advanced” supportano le reti LTE di categoria 6 o successivi. Qualora te lo stessi chiedendo, l’aumento di velocità nel trasferimento dei dati si ha perché i telefoni riescono a sfruttare più canali di download e upload contemporaneamente sulla rete 4G.

SUPPORTO DUAL-SIM

Alcuni smartphone, dispongono del supporto dual-SIM, permettono cioè di utilizzare due SIM contemporaneamente. Attenzione però, perché non sono tutti uguali.

Ci sono i terminali DSDS (Dual SIM Dual Stand-by) che fanno risultare una SIM irraggiungibile/occupata quando l’altra è in uso per una chiamata e i rarissimi smartphone DSFA (Dual Sim Full Active) che invece permettono di tenere le due SIM sempre attive in contemporanea.

Inoltre, bisogna precisare che in molti telefoni dual-SIM lo slot per la seconda SIM viene utilizzato anche per le microSD, questo significa che si deve scegliere se utilizzare due SIM o se espandere la memoria del cellulare (non si possono fare entrambe le cose contemporaneamente).